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Efficacia Interruttiva

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Capacità di un atto di azzerare il tempo già trascorso ai fini della prescrizione, facendone iniziare uno nuovo da zero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione dei crediti di lavoro: quando il ritardo costa caro
Un lavoratore ha chiesto all'azienda il pagamento di differenze retributive, straordinari e indennità per un rapporto di lavoro terminato nel 2002. L'azienda ha eccepito la prescrizione dei crediti di lavoro. Il lavoratore sosteneva che il termine di prescrizione fosse rimasto sospeso anche nei venti giorni successivi alla conclusione del tentativo di conciliazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando che la sospensione di venti giorni prevista dall'articolo 410 del codice di procedura civile si applica solo ai termini di decadenza e non alla prescrizione dei crediti di lavoro. Di conseguenza, i diritti economici del lavoratore si sono estinti per il decorso del termine quinquennale prima dell'avvio della causa.
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Ripetizione dell’indebito bancario: ko per vizi formali
Il Correntista e un garante hanno citato in giudizio l'Istituto di Credito chiedendo la ripetizione dell'indebito bancario per anatocismo e usura su due conti correnti. La Corte d'Appello ha accolto parzialmente la domanda per un conto, ritenendo che una lettera di diffida avesse interrotto la prescrizione solo per l'anatocismo, e ha escluso l'usura per l'altro conto. I ricorrenti si sono rivolti alla Corte di Cassazione lamentando l'errata quantificazione del saldo e il mancato rilievo dell'usura. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I motivi sono stati giudicati generici e non autosufficienti, poiche i ricorrenti non hanno contestato specificamente le motivazioni della sentenza d'appello ne dimostrato dove avessero sollevato le questioni nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, i clienti della banca hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Indennità di trasferta: quando i rimborsi diventano stipendio
Due aziende hanno contestato un verbale dell'INPS che ricalcolava i contributi previdenziali per i dipendenti operanti in Africa. L'ente previdenziale aveva incluso nel calcolo l'indennità di trasferta corrisposta ai lavoratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle aziende, stabilendo che l'indennità di trasferta, se erogata in modo stabile e continuo, ha natura retributiva e non risarcitoria. Di conseguenza, essa va inclusa nella base imponibile per determinare la retribuzione convenzionale su cui calcolare i contributi. La Corte ha inoltre chiarito che la difesa dell'INPS in giudizio interrompe la prescrizione dei crediti. Le aziende hanno perso la causa e dovranno pagare le spese di giudizio.
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Rateizzazione debiti contributivi: il riconoscimento del debito
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a contributi previdenziali del 1998, eccependo l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso, rilevando che la richiesta di rateizzazione debiti contributivi presentata nel 2010, unitamente a un pagamento parziale, ha interrotto il decorso dei termini. La Corte di Cassazione ha confermato tale orientamento, stabilendo che l'istanza di dilazione costituisce un riconoscimento del debito ai sensi dell'art. 2944 c.c., purché sia un atto volontario e consapevole. Il ricorso è stato rigettato poiché la condotta della debitrice ha manifestato in modo univoco la volontà di ammettere l'esistenza della pretesa creditoria dell'ente previdenziale.
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Inammissibilità ricorso: i motivi manifestamente infondati
La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati contro una condanna per resistenza e lesioni. I motivi, basati su presunta prescrizione e vizi di motivazione, sono stati ritenuti manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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