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Efficacia Drogante

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Efficacia drogante e recidiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si è confermato che l'efficacia drogante di una sostanza sussiste anche per quantità inferiori alla dose singola, se il principio attivo è elevato. Inoltre, è stata ritenuta legittima l'applicazione dell'aumento per la recidiva, data la perseveranza dell'imputato nell'attività criminale nonostante i precedenti specifici e lo stato di detenzione domiciliare.
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Accertamento tecnico stupefacenti: quando è superfluo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La ricorrente lamentava la mancata esecuzione di un accertamento tecnico stupefacenti per determinare il principio attivo. La Corte ha stabilito che tale analisi non è obbligatoria, poiché il giudice può desumere l'efficacia drogante da altre fonti di prova, come le dichiarazioni degli acquirenti, rendendo il ricorso infondato.
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Commercializzazione cannabis light: è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di 20 kg di marijuana. Nonostante il basso THC, la commercializzazione di cannabis light (infiorescenze) resta reato se la sostanza ha effetti droganti, come stabilito dalle Sezioni Unite. La Legge 242/2016 riguarda solo la coltivazione per fini industriali.
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Efficacia drogante e reato: la Cassazione assolve
Una donna viene assolta dalla Corte di Cassazione dall'accusa di detenzione di eroina ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla minima quantità di principio attivo, inferiore alla soglia legale, ritenuta priva di concreta efficacia drogante. La Corte sottolinea l'importanza del principio di offensività, secondo cui un'azione è punibile solo se lede o mette concretamente in pericolo un bene giuridico, annullando la condanna perché il fatto non sussiste.
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Efficacia drogante: Cassazione su cannabis e reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di 10 grammi di marijuana. La Corte ribadisce che la commercializzazione di derivati della cannabis, anche a basso THC, integra reato se non è provata la totale assenza di efficacia drogante. Negate anche le attenuanti generiche per la gravità della condotta.
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Memoria difensiva: quando è irrilevante in appello?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata valutazione di una memoria difensiva non determina la nullità della sentenza se gli argomenti in essa contenuti sono irrilevanti o non pertinenti rispetto ai motivi originari del ricorso. Nel caso specifico, un imputato condannato per spaccio di cocaina ha contestato, solo tramite memoria, l'inadeguatezza del narcotest, un punto mai sollevato nell'atto di appello. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo la memoria 'non conferente' e quindi legittimamente non considerata.
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Motivi nuovi Cassazione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per spaccio. Il motivo principale è la presentazione di motivi nuovi in Cassazione, non proposti in appello, come la mancata verifica dell'efficacia drogante della sostanza. La Corte ribadisce che le questioni di fatto e i motivi nuovi non possono essere esaminati in sede di legittimità.
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Efficacia drogante e spaccio: quando la dose è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di una piccola dose di cocaina. Viene ribadito che il reato sussiste ogni qualvolta la sostanza ceduta possieda una concreta efficacia drogante, ovvero la capacità di alterare lo stato psicofisico dell'assuntore, anche se in misura minima e a prescindere dal fatto che la quantità sia inferiore alla cosiddetta "dose media".
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Detenzione stupefacenti: reato anche con basso THC
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio, nonostante il basso contenuto di THC della sostanza. La sentenza chiarisce che il reato sussiste se è provata la finalità di vendita e la sostanza possiede una minima efficacia drogante, rendendo irrilevante il superamento delle soglie di legge per la cannabis light.
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Efficacia drogante: quando la droga non è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre individui condannati per spaccio. Essi sostenevano che la marijuana avesse una scarsa efficacia drogante, configurando un reato impossibile. La Corte ha respinto la tesi, affermando che la presenza di un principio attivo, anche se basso (5%), è sufficiente a configurare il reato, rendendo irrilevante la qualità più o meno scadente della sostanza.
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