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Effetto Espansivo Interno

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Interesse ad agire appello: la Cassazione chiarisce
Un creditore ottiene in primo grado la revoca di una donazione fatta dal suo debitore. Durante il giudizio d'appello, un'altra sentenza definitiva accerta l'inesistenza del credito originario. Nonostante ciò, la Cassazione conferma che l'interesse ad agire appello del debitore e del donatario sussiste. L'obiettivo è infatti ottenere la riforma della prima sentenza sfavorevole per evitare che passi in giudicato, un interesse concreto e attuale che non viene meno con la scomparsa del credito.
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Effetto espansivo interno: quando si applica?
Una proprietaria viene condannata a risarcire la vicina per averle impedito il diritto di sopraelevazione. In appello, ottiene ragione sulla qualificazione del muro divisorio ma, non avendo impugnato specificamente la condanna al risarcimento, questa diventa definitiva. La Cassazione chiarisce che l'effetto espansivo interno non opera automaticamente ma solo in caso di nesso di dipendenza inderogabile tra i capi della sentenza, confermando la condanna al risarcimento.
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Giudicato interno: l’obbligo di manleva integrale
Un Comune, condannato per danni da infiltrazioni, si vede ridurre in appello la manleva della propria assicurazione. La Cassazione annulla la decisione per violazione del giudicato interno, ripristinando l'obbligo di manleva integrale a carico della compagnia assicurativa, poiché quel punto della sentenza di primo grado non era stato impugnato.
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Giudicato interno e risarcimento: la Cassazione decide
A seguito di un disastro aereo, i familiari delle vittime hanno agito in giudizio per il risarcimento dei danni. Dopo aver transatto la lite con alcuni dei responsabili, la questione si è concentrata sulla quota dovuta dal Ministero. La Corte di Cassazione ha stabilito che il Ministero non poteva detrarre le somme già pagate dagli altri debitori, non per un principio di merito, ma a causa della formazione di un giudicato interno. Il Ministero, infatti, non aveva impugnato una precedente sentenza d'appello su questo specifico punto, rendendo la questione non più discutibile.
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Clausola compromissoria nulla: lodo annullato
La Corte d'Appello ha esaminato un'impugnazione contro un lodo arbitrale derivante da un contratto del 1969. La Corte ha accolto l'appello, dichiarando la nullità del lodo arbitrale perché la clausola compromissoria originale era affetta da un vizio insanabile. In particolare, la clausola è stata ritenuta nulla perché, in violazione della legge all'epoca vigente (art. 820 c.p.c.), non specificava il numero degli arbitri né le modalità per la loro nomina. Di conseguenza, l'intero procedimento arbitrale e la relativa decisione sono stati invalidati, con la condanna della parte soccombente al pagamento di tutte le spese legali.
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Occupazione senza titolo: quando l’amicizia non basta
Una disputa tra amiche per un appartamento concesso in uso senza contratto. La proprietaria chiede i danni per occupazione senza titolo, ma la Corte d'Appello respinge la richiesta. La sentenza stabilisce che, in assenza di prove concrete, la collaborazione tra le parti e la natura dei pagamenti (qualificati come prestito) escludono l'illegittimità dell'occupazione, sottolineando l'importanza della prova nei rapporti informali.
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