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Durc

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120 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Minimale contributivo: accordi peggiorativi illegittimi
Un consorzio logistico ha perso in Cassazione una causa contro l'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito che il calcolo del minimale contributivo deve basarsi sulla retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale (CCNL), e non su accordi aziendali che prevedono paghe inferiori per straordinari e malattia. La Corte ha confermato che tali accordi non possono ridurre l'imponibile previdenziale.
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Regolarità contributiva e fallimento: il caso editoria
Un'azienda editoriale fallita si è vista negare i contributi pubblici a causa della mancata attestazione di regolarità contributiva (DURC). La Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione di fallimento, imponendo per legge il divieto di pagamenti, costituisce una causa di "sospensione legislativa" che non preclude il diritto a ricevere i fondi. La Corte ha quindi confermato che la società aveva diritto al contributo, poiché il requisito della regolarità contributiva si considera soddisfatto in questa specifica circostanza.
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Bancarotta impropria erariale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un ex amministratore per bancarotta impropria erariale. La Corte ha stabilito che l'omissione sistematica del versamento di imposte e contributi per anni costituisce un'operazione dolosa, la cui conseguenza, il fallimento, era prevedibile. La responsabilità penale sussiste anche se il fallimento è stato dichiarato circa dodici anni dopo la cessazione dalla carica, poiché le cause del dissesto erano state create durante la sua gestione.
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Sanatoria contributiva: quando la richiesta è valida?
Una società ha avviato una sanatoria contributiva tramite un'istanza di dilazione, ma l'ente previdenziale l'ha respinta per incompletezza e per il pagamento tardivo di una rata non oggetto della sanatoria. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, ritenendo la procedura di regolarizzazione perfezionata. La Corte ha stabilito che la richiesta del consulente di integrare la domanda era valida e che un debito maturato successivamente non poteva invalidare la procedura di regolarizzazione già correttamente avviata.
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DURC non basta per gli sgravi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 30788/2024, ha stabilito che il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) non è sufficiente a garantire il diritto agli sgravi contributivi se l'azienda non è sostanzialmente in regola con gli obblighi previdenziali. Il caso riguardava un'impresa cooperativa che, pur avendo ottenuto un DURC, si era vista notificare un avviso di addebito per il mancato versamento di contributi. La Corte ha chiarito che il DURC è una condizione necessaria ma non sufficiente, e che l'erronea emissione del documento da parte dell'ente previdenziale non sana l'inadempimento del datore di lavoro né impedisce il recupero dei crediti. Il principio per cui il DURC non basta prevale sul legittimo affidamento del contribuente.
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Regolarità contributiva: no a sgravi senza pagamenti
Una società di servizi si è vista revocare gli sgravi contributivi dall'ente previdenziale per il tardivo pagamento di alcuni contributi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la mancata regolarità contributiva impedisce di fruire dei benefici, anche in presenza di una successiva regolarizzazione tardiva. La Corte ha precisato che le note di rettifica dell'ente possono essere considerate come un invito a regolarizzare, e il mancato adempimento nei termini concessi legittima la revoca degli sgravi.
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Premio speciale INAIL: la regola speciale prevale
Una cooperativa di facchini ha contestato la richiesta dell'INAIL di calcolare i premi assicurativi sulla base delle retribuzioni effettive, anziché secondo il sistema forfettario del 'premio speciale INAIL' storicamente applicato. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla cooperativa, affermando che la normativa speciale che istituisce questo premio non viene superata da leggi generali successive in materia di retribuzione imponibile. La Corte ha chiarito che il sistema speciale può essere modificato solo da un apposito decreto ministeriale, confermando il principio 'lex specialis derogat legi generali'.
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Responsabilità solidale appalti: le sanzioni civili
La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale negli appalti, per obbligazioni sorte prima della riforma del 2012, si estende anche alle sanzioni civili per omessi versamenti contributivi. Un'importante azienda committente è stata condannata a pagare non solo i contributi evasi dalla ditta appaltatrice, ma anche le relative sanzioni, poiché la legge che esclude tale estensione non ha efficacia retroattiva.
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Fatture soggettivamente inesistenti: diligenza e prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13822/2025, ha chiarito i confini della prova in materia di fatture soggettivamente inesistenti. Il caso riguardava una società edile che si era vista contestare l'uso di fatture emesse da una presunta società 'cartiera'. Sebbene la Commissione Tributaria Regionale avesse dato ragione al contribuente, valorizzando la documentazione prodotta (DURC, contratti), la Cassazione ha annullato la decisione. Il giudice di merito, infatti, aveva omesso di considerare gli elementi indiziari forniti dall'Amministrazione Finanziaria (assenza di sede, utenze, etc.) che indicavano la natura fittizia del fornitore, ribadendo che la valutazione della buona fede del contribuente deve basarsi su tutti gli elementi disponibili.
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Pagamento DURC: quando il ritardo della PA è lecito
Una sentenza del Tribunale di Roma chiarisce che il ritardo di una Pubblica Amministrazione nel saldare le fatture di un fornitore è legittimo se causato dalla necessità di verificare la regolarità del DURC. Nel caso esaminato, un ente pubblico aveva sospeso i pagamenti a una società appaltatrice a causa del suo DURC scaduto. Nonostante la società avesse ottenuto un decreto ingiuntivo, l'ente ha saldato il dovuto non appena il DURC è stato regolarizzato. Il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo, stabilendo che il comportamento dell'ente era corretto e che nessun interesse per il ritardo nel pagamento DURC era dovuto, compensando le spese legali.
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Turbativa d’asta: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per turbativa d'asta, dichiarando inammissibile il ricorso degli imputati. La Corte ha stabilito che la procedura di affidamento era una gara a tutti gli effetti e che i motivi di ricorso erano una mera riproposizione di questioni di fatto già correttamente valutate nei gradi di merito, senza sollevare reali vizi di legittimità.
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Onere della prova contratto: fatture non bastano
Una società di pulizie che aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per fatture non pagate si è vista revocare il decreto e respingere l'appello. La Corte ha stabilito che, a fronte della contestazione del debitore sull'effettiva esecuzione delle prestazioni, l'onere della prova contratto ricade sul creditore, che deve dimostrare di aver svolto i servizi. Le sole fatture non sono sufficienti a tale scopo.
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Omesso versamento contributi: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'omesso versamento contributi previdenziali. La Corte ha ritenuto la condotta abituale e il danno significativo, escludendo così la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e le attenuanti.
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Obbligo aggiornamento dati: il no della Cassazione
Una società edile ha citato in giudizio una Cassa Edile per non aver aggiornato il suo stato di irregolarità contributiva dopo l'inizio di una causa, impedendole di ottenere il DURC. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che non esiste un automatico obbligo di aggiornamento dati per revocare una segnalazione inizialmente legittima solo perché è sorta una controversia legale, criticando inoltre il ricorso per mancanza di specificità e per aver sollevato questioni nuove.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella esattoriale presso la sede legale di una società è da considerarsi valida se l'atto viene consegnato a una persona che si qualifichi come "impiegata incaricata al ritiro". Spetta alla società destinataria l'onere di fornire la prova rigorosa che tale persona non avesse alcun rapporto con l'azienda. In mancanza di tale prova, l'opposizione alla cartella è inammissibile perché tardiva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando la validità della notifica e la presunzione legale ad essa collegata.
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Revisione processo penale: i limiti del giudice
Un imprenditore, condannato per false dichiarazioni sulla regolarità contributiva, ha chiesto la revisione del processo penale basandosi su una precedente assoluzione per un fatto analogo, sostenendo un'inconciliabilità tra le due sentenze. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile, entrando nel merito della questione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la fase di ammissibilità non può anticipare il giudizio di merito, che deve invece svolgersi nel pieno contraddittorio tra le parti. La valutazione preliminare deve limitarsi a verificare la pertinenza dei nuovi elementi, senza espropriare l'istante del suo diritto a un giusto processo.
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Compenso ingegnere: la prova delle attività extra
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa al compenso professionale di un ingegnere. L'ordinanza stabilisce che le maggiorazioni forfettarie e i compensi a tempo (vacazioni) non sono dovuti automaticamente, ma richiedono la prova specifica delle attività extra svolte dal professionista. Viene inoltre chiarito che, in assenza di accordo, la liquidazione del compenso deve seguire le tariffe vigenti al momento della decisione giudiziale e non protocolli d'intesa non vincolanti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Falso grossolano: DURC e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione analizza un caso di presunta falsificazione di un DURC. L'imputato sosteneva si trattasse di un falso grossolano, quindi non punibile. La Corte, pur riconoscendo la non manifesta infondatezza del ricorso, ha annullato la sentenza di condanna per intervenuta prescrizione del reato, non ravvisando l'evidenza di una prova di innocenza tale da prevalere sulla causa estintiva.
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Avviso di addebito: opposizione e onere della prova
Un'azienda ha opposto un avviso di addebito per contributi non versati, lamentando vizi di notifica e sostenendo che il mancato pagamento fosse dovuto al diniego del DURC da parte dell'ente previdenziale. Il Tribunale di Brescia ha rigettato il ricorso, affermando la validità della notifica e stabilendo che l'irregolarità contributiva dell'azienda era la causa, e non la conseguenza, del mancato rilascio del DURC. La sentenza chiarisce che il debitore non può usare le conseguenze del proprio inadempimento per giustificare l'inadempimento stesso.
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Regolarità contributiva appalto: quando è legittimo?
Analisi di una sentenza sulla regolarità contributiva in un contratto di appalto. Il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo, ritenendo legittima la sospensione dei pagamenti da parte del committente a fronte della mancata prova, da parte dell'appaltatore, del corretto versamento dei contributi previdenziali e fiscali, come previsto dal contratto.
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