La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa online. La difesa aveva eccepito la nullità della notifica del decreto di citazione, sostenendo che l'allegato PEC fosse errato. Tuttavia, la Corte, agendo come giudice del fatto processuale, ha verificato la regolarità dell'atto. È stata inoltre confermata l'aggravante della minorata difesa, poiché l'uso di internet e di messaggistica istantanea ha permesso all'autrice di celare la propria identità, traendo un vantaggio illecito dalla distanza fisica con la vittima.
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