LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Donatum

Pagina 2 di 2

39 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca donazione: come si calcola il valore da restituire
La Corte d'Appello di Napoli riforma una sentenza di primo grado relativa a una revoca donazione per ingratitudine. La controversia verteva sul corretto metodo di calcolo del valore dei beni donati da una madre al figlio, che quest'ultimo aveva a sua volta alienato. La Corte stabilisce che, in caso di revoca donazione, il valore da restituire non è quello storico indicato nell'atto, ma il valore commerciale effettivo dei beni al momento della domanda giudiziale. Di conseguenza, l'importo dovuto dal figlio è stato aumentato da circa 22.000 euro a oltre 512.000 euro. Viene inoltre respinto l'appello incidentale del figlio, confermando che le sue eccezioni erano tardive, poiché fa fede la data certificata dal cancelliere sull'atto depositato e non lo storico telematico.
Continua »
Azione di riduzione: reintegra in natura del bene
In un caso di successione, un fratello avviava un'azione di riduzione contro la sorella per una donazione lesiva della sua quota di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che disponeva la reintegrazione in natura, ossia tramite la cessione di una porzione fisica dell'immobile, anziché per equivalente monetario. La Corte ha chiarito che la facoltà del donatario di trattenere l'intero bene, prevista dall'art. 560 c.c., non può pregiudicare il diritto del legittimario leso a ottenere la sua quota in natura, specialmente quando le donazioni hanno esaurito l'intero patrimonio del defunto.
Continua »
Successione necessaria e limiti alla prova in appello
Eredi agiscono in riduzione per lesione della quota di legittima. La Cassazione chiarisce i limiti alla produzione di nuove prove in appello nella successione necessaria e il calcolo del diritto di abitazione del coniuge, confermando le preclusioni processuali.
Continua »
Collazione per imputazione: la scelta dell’erede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19072/2024, ha chiarito che in una divisione ereditaria, l'erede che ha ricevuto donazioni di immobili e non esercita la facoltà di scelta sulla modalità di collazione (in natura o per valore), è tenuto alla collazione per imputazione. Questo meccanismo, che funge da criterio residuale, non può essere posticipato in attesa della valutazione economica dei beni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'erede donataria, confermando che la sua inerzia determina l'applicazione automatica della collazione per imputazione, tutelando così il diritto degli altri coeredi al prelevamento di beni di pari valore.
Continua »
Estinzione del giudizio e successione: il caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un complesso caso di successione ereditaria. La controversia vedeva opposti la vedova del defunto e i figli di primo letto riguardo la determinazione della quota di legittima. Dopo un lungo iter processuale, che aveva toccato temi come la valutazione delle donazioni e la creazione di passività fittizie, le parti hanno raggiunto un accordo. Di conseguenza, la parte ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione, portando alla chiusura definitiva del procedimento senza una pronuncia nel merito da parte della Suprema Corte.
Continua »
Principio di accessione: il valore della donazione
La Corte di Cassazione chiarisce come calcolare il valore di un immobile donato su cui i donatari hanno costruito a proprie spese. Applicando il principio di accessione, la Corte stabilisce che la donazione comprende sia il terreno che l'edificio, e non solo il terreno. Le spese sostenute dai donatari per la costruzione e i miglioramenti devono essere scomputate dal valore totale del bene, ma non escludono l'edificio dall'oggetto della donazione ai fini della reintegra della quota di legittima.
Continua »
Azione di riduzione: come tutelare la quota legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27580/2024, ha chiarito i requisiti per l'ammissibilità dell'azione di riduzione. Il caso riguarda una disputa ereditaria in cui alcuni eredi legittimari contestavano vendite immobiliari effettuate dal defunto, ritenendole donazioni dissimulate. La Corte ha stabilito che, per agire in riduzione, non è necessario quantificare aritmeticamente la lesione della quota di legittima nella domanda iniziale, ma è sufficiente fornire un quadro patrimoniale (beni relitti e donati) che renda verosimile la lesione stessa. La sentenza ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva accolto l'azione di riduzione.
Continua »
Collazione ereditaria: l’obbligo di restituzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17198/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di collazione ereditaria. Quando il valore di un bene donato a un erede legittimario supera la sua quota ereditaria, egli è tenuto a restituire l'eccedenza in denaro alla massa ereditaria. Questa restituzione è un effetto legale automatico della collazione e non richiede una separata azione di riduzione. La decisione mira a garantire l'uguaglianza tra i coeredi e a rispettare la volontà del testatore, consentendo agli altri eredi di prelevare beni di pari valore prima della divisione finale.
Continua »
Divisione ereditaria: collazione e quote degli eredi
In un complesso caso di divisione ereditaria senza testamento, il Tribunale ha affrontato il tema della collazione delle donazioni fatte in vita dal defunto ai figli. La sentenza ha ricostruito l'intero asse ereditario, sommando beni residui e donazioni, e ha ripartito le quote tra coniuge superstite e figli. È stata respinta la tesi di una dispensa dalla collazione, ordinando il riequilibrio delle quote tramite assegnazione di immobili e conguagli in denaro per garantire un'equa divisione.
Continua »
Donazione diretta via bonifico: serve il notaio?
In un complesso caso ereditario, un figlio contesta le liberalità del padre defunto a favore della seconda moglie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 982/2024, stabilisce un principio fondamentale: il trasferimento di somme di denaro tramite bonifico bancario costituisce una donazione diretta. Di conseguenza, per essere valida, tale operazione necessita della forma dell'atto pubblico notarile, pena la nullità. La Corte cassa la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'operazione come donazione indiretta, esente da vincoli di forma.
Continua »
Caducazione sentenza definitiva: effetti del ricorso
La Corte di Cassazione chiarisce il principio della caducazione della sentenza definitiva. In una complessa causa ereditaria, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza finale, poiché la precedente sentenza non definitiva, che ne costituiva il presupposto logico-giuridico, era stata annullata in un separato giudizio di legittimità. Questo effetto automatico, previsto dall'art. 336 c.p.c., svuota di contenuto e interesse l'impugnazione successiva, che viene quindi respinta in rito.
Continua »
Azione di riduzione: l’ordine corretto da seguire
Un figlio, escluso dal testamento, intenta una causa per ridurre presunte donazioni simulate fatte dal padre. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta, chiarendo che l'azione di riduzione deve essere prima diretta contro le disposizioni testamentarie a favore dell'erede designato, specialmente quando il patrimonio ereditario è cospicuo. Solo se tale patrimonio è insufficiente, si possono contestare le donazioni.
Continua »
Coacervo donativo: Cassazione conferma il cumulo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14823/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che contestavano l'applicazione del 'coacervo donativo'. La Corte ha confermato che, ai fini del calcolo delle franchigie per l'imposta di donazione, è necessario sommare le donazioni precedenti a quella attuale. Questo principio resta valido nonostante l'abrogazione del 'coacervo successorio' (cumulo tra donazioni e patrimonio ereditario), poiché le due imposte hanno presupposti e finalità differenti.
Continua »
Azione di riduzione: onere della prova e allegazioni
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'azione di riduzione. Una sorella agisce contro il fratello per una donazione paterna che ha leso la sua quota di legittima. La Corte stabilisce che non è necessaria un'indicazione numerica precisa del valore dei beni nell'atto introduttivo. È sufficiente allegare gli elementi patrimoniali, anche tramite presunzioni, per consentire al giudice di verificare la lesione, anche avvalendosi di una consulenza tecnica. L'onere della prova è così soddisfatto.
Continua »
Coacervo successorio: No al cumulo con le donazioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza 11739/2025, ha ribadito che il principio del coacervo successorio, ovvero il cumulo del valore delle donazioni passate con quello dell'asse ereditario, deve considerarsi implicitamente abrogato. La controversia nasceva da un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva sommato le donazioni al patrimonio ereditario per calcolare l'imposta di successione, erodendo la franchigia. Durante il giudizio, l'Agenzia ha annullato l'atto, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte ha comunque analizzato il merito ai fini delle spese, confermando l'illegittimità del coacervo successorio nel regime fiscale attuale, caratterizzato da aliquote fisse e non più progressive.
Continua »
Successione legittima: calcolo quota e riduzione donazioni
In una causa di successione legittima tra fratelli, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sul calcolo delle quote. Una sorella agiva per ottenere la sua quota di eredità paterna, chiedendo la riduzione delle donazioni fatte ai fratelli. La Corte ha stabilito che la quota spettante all'erede legittimo (in questo caso, 2/9) deve essere calcolata sul patrimonio effettivamente lasciato dal defunto ('relictum') e non sulla somma di 'relictum' e donazioni ('donatum'). L'azione di riduzione interviene solo successivamente, se la quota intestata risulta inferiore alla quota di riserva (1/6), per integrare la differenza. La sentenza di merito, che aveva erroneamente applicato la frazione di 2/9 all'intero asse fittizio, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Azione di riduzione: i requisiti secondo la Cassazione
Una erede agiva con un'azione di riduzione contro i coeredi, lamentando la lesione della sua quota di legittima. I tribunali di merito dichiaravano la sua domanda inammissibile per non aver allegato e imputato alla propria quota le donazioni ricevute dal defunto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che l'omessa allegazione iniziale non preclude la domanda se gli elementi emergono nel corso del processo. Inoltre, ha stabilito che l'imputazione delle donazioni alla propria quota non è una condizione di ammissibilità dell'azione, ma un'operazione di calcolo che il giudice compie per verificare l'effettiva lesione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
Continua »
Restituzione somme ereditate: il caso in Cassazione
In una causa di successione tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della restituzione somme ereditate. Due figli, che avevano ricevuto ingenti somme dalla madre defunta, si vedono qualificare tali trasferimenti non come donazioni, ma come indebito oggettivo. La Suprema Corte conferma che, in assenza di una valida causa o della forma richiesta per la donazione, le somme costituiscono un credito dell'eredità verso i figli. Tuttavia, corregge la sentenza d'appello sul calcolo degli interessi, stabilendo che questi decorrono dalla domanda giudiziale e non dal momento della dazione, stante la presunzione di buona fede dei riceventi.
Continua »
Azione di riduzione: onere della prova chiarito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20954/2025, ha chiarito i requisiti dell'onere probatorio per l'erede che agisce con un'azione di riduzione. Nel caso esaminato, alcuni eredi legittimari avevano citato in giudizio un altro erede, beneficiario di cospicue donazioni da parte del defunto. Le corti di merito avevano rigettato la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova. La Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che l'attore non è tenuto a quantificare monetariamente la lesione nella domanda iniziale, ma deve fornire una rappresentazione patrimoniale, anche basata su presunzioni, che renda verosimile la lesione della quota di legittima. Indicare analiticamente le donazioni e i beni relitti è sufficiente per superare il vaglio iniziale di ammissibilità della domanda.
Continua »