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Dominus

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164 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è infondato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore, confermando la sua responsabilità. I motivi dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione includono la reiterazione di argomenti già respinti, censure non consentite e l'infondatezza delle eccezioni sulla querela e sulla correlazione tra accusa e sentenza. Decisiva è la sua identificazione come dominus di fatto delle attività.
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Fatture false: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un imprenditore per l'utilizzo di fatture false emesse da una società a lui riconducibile. La sentenza stabilisce che il reato non è prescritto, chiarendo che la previsione di una pena più mite per importi inferiori a centomila euro costituisce una circostanza attenuante e non modifica il termine di prescrizione decennale del reato.
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Intestazione fittizia e confisca: il ruolo del terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una legale rappresentante di una società, i cui beni erano stati sequestrati. Si riteneva che la società fosse un caso di intestazione fittizia a favore di un indagato per reati aggravati dal metodo mafioso. La Corte ha stabilito che il terzo intestatario può solo dimostrare la propria effettiva titolarità dei beni, ma non può contestare i presupposti della misura cautelare, come la sproporzione tra il valore dei beni e il reddito dell'indagato principale.
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Amministratore di fatto: responsabilità fiscale diretta
Un individuo, quale amministratore di fatto di una società usata in un complesso schema fraudolento, ha ricevuto un atto di pignoramento per i debiti fiscali dell'ente. Ha contestato l'atto sostenendo di non aver mai ricevuto una notifica specifica della sua responsabilità personale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in casi di interposizione fittizia, la responsabilità dell'amministratore di fatto è diretta e non secondaria. Di conseguenza, la notifica degli avvisi di accertamento alla società, ma a lui indirizzati in qualità di gestore, era sufficiente a consolidare il debito anche a suo nome, senza bisogno di un ulteriore atto di contestazione personale.
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