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12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'indirizzo di Posta Elettronica Certificata (p.e.c.) che una parte o il suo avvocato eleggono come indirizzo ufficiale per ricevere tutte le comunicazioni e notifiche legali in formato elettronico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estinzione ricorso per silenzio: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito di una proposta di definizione del giudizio. La mancata richiesta di decisione entro 40 giorni comporta la presunzione di rinuncia e la conseguente estinzione del ricorso per silenzio, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Poiché la società ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni, il suo silenzio è stato interpretato come una rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia di lavoro. La decisione è motivata dalla mancata richiesta di una decisione sul ricorso da parte della ricorrente entro quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, integrando una rinuncia tacita all'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra un'azienda di trasporti e un suo ex dipendente. La decisione è stata presa perché la società ricorrente non ha chiesto la prosecuzione del processo entro 40 giorni dalla ricezione della proposta di definizione accelerata, come previsto dalla legge. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Un decreto della Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio poiché il ricorrente non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione. La mancata risposta equivale a una rinuncia, comportando la condanna alle spese. Questa decisione conferma il meccanismo di estinzione del giudizio per inattività processuale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per un ricorso volto alla revocazione di una precedente ordinanza. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione del giudizio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale inerzia viene interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore delle controparti.
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Estinzione del giudizio di cassazione: cosa accade?
A seguito di una proposta di definizione del giudizio da parte della Corte di Cassazione, una società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, interpretando il silenzio come una rinuncia al ricorso e condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore delle controparti. Questo decreto evidenzia l'importanza di rispondere tempestivamente alle comunicazioni della Corte per evitare conseguenze negative.
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Estinzione giudizio di cassazione: le conseguenze
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte, la società non ha chiesto la decisione nel merito entro 40 giorni. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, interpretando il silenzio come una rinuncia al ricorso e condannando la società ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: inerzia e rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio d'appello a seguito dell'inerzia della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha richiesto una decisione entro il termine di quaranta giorni. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia tacita al ricorso, portando alla chiusura del procedimento e alla condanna della stessa società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio promosso da una società di trasporti contro alcuni ex dipendenti. La decisione si basa sull'inerzia della società ricorrente, la quale, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di quaranta giorni. Tale silenzio è stato interpretato dalla legge come una rinuncia al ricorso, portando alla inevitabile estinzione del giudizio in Cassazione e alla condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della mancata risposta della parte ricorrente alla proposta di definizione del giudizio. In applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., il silenzio protratto per oltre quaranta giorni è stato equiparato a una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio per inerzia del ricorrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per un ricorso presentato da una società. La decisione è scaturita dalla mancata richiesta di decisione del ricorso da parte della società ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione semplificata, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Tale inerzia è stata equiparata a una rinuncia, comportando la condanna della ricorrente al pagamento delle spese legali.
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