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Domiciliazione Digitale Ex Lege

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indica che l'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) di una parte è considerato il suo domicilio ufficiale per le comunicazioni legali, come previsto dalla legge, senza necessità di un'elezione di domicilio specifica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Poiché le controparti non si erano costituite in giudizio, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali, applicando le norme procedurali in materia.
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Elezione di domicilio: quando è valida la notifica?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contenzioso per lavori edili e una richiesta di risarcimento per ingiuria. La questione centrale riguardava la validità della notifica dell'atto di citazione, effettuata presso la residenza anagrafica anziché al domicilio eletto nel contratto. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'elezione di domicilio in un contratto non ha carattere esclusivo, salvo espressa pattuizione. Pertanto, la notifica alla residenza anagrafica resta valida, soprattutto se la parte non ha adempiuto all'onere di comunicare il cambio di residenza.
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Onere della prova danno: la Cassazione chiarisce
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per un'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Sebbene i giudici di merito avessero riconosciuto un danno non patrimoniale, la richiesta per quello patrimoniale è stata respinta per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'attore ha l'onere della prova del danno patrimoniale e deve dimostrare non solo l'illecito subito, ma anche il nesso di causalità e l'effettiva perdita economica. La tardività delle prove documentali e la loro insufficienza a dimostrare il danno hanno reso il ricorso inammissibile.
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Riunione procedimenti: Cassazione unisce ricorsi
La Corte di Cassazione ha disposto la riunione dei procedimenti in un caso in cui sia l'Amministrazione Statale che un privato cittadino avevano presentato ricorsi separati contro la medesima sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla necessità di trattare congiuntamente le impugnazioni per garantire coerenza e economia processuale.
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Diffamazione intervistato: la responsabilità legale
In un caso di presunta diffamazione, la Corte d'Appello aveva ritenuto responsabile solo l'avvocato intervistato e non il giornale che ne aveva pubblicato le dichiarazioni. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione giuridica sulla diversa responsabilità tra intervistato e giornalista talmente complessa da richiedere una trattazione in pubblica udienza, rinviando la decisione finale. Il caso si concentra sulla diffamazione dell'intervistato e sulla sua autonoma valutazione legale.
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Estinzione del ricorso: le conseguenze dell’inerzia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso presentato da un cittadino contro un ente locale. La decisione segue la mancata richiesta di una pronuncia entro 40 giorni dalla ricezione della proposta di definizione del giudizio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale inerzia equivale a una rinuncia, comportando la chiusura del caso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio in Cassazione: il caso art. 380-bis
Una società propone ricorso in Cassazione. A seguito della proposta di definizione accelerata del giudizio formulata dalla Corte, la società ricorrente non agisce entro il termine di 40 giorni. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia al ricorso e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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