L'Imputato era stato condannato per associazione a delinquere, ricettazione e plurimi episodi di sostituzione di persona per aver attivato schede SIM usando documenti falsi di ignari cittadini, poi impiegate per truffe online. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando tra l'altro che la stessa attivazione di una singola SIM fosse stata contestata più volte come reati distinti. La Suprema Corte ha accolto questo motivo, stabilendo che la sostituzione di persona si consuma nel momento in cui il soggetto viene indotto in errore, a prescindere dai successivi vantaggi o truffe. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna per due dei tre capi d'accusa duplicati, riducendo la pena finale a un anno, otto mesi e venti giorni di reclusione, confermando nel resto la responsabilità penale.
Continua »