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Dolo Generico — Anno 2026

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251 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo Generico

Provvedimenti

Bancarotta documentale: limiti del ricorso in Cassazione
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta documentale, ricorre in Cassazione contestando la sussistenza dell'intento fraudolento. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo il proprio ruolo di giudice di legittimità: non può riesaminare nel merito le prove o sostituire la propria valutazione a quella dei giudici precedenti, se la motivazione della sentenza impugnata è logica e coerente.
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Omesso versamento contributi: quando è reato?
Un imprenditore, condannato per omesso versamento contributi, ha presentato ricorso in Cassazione adducendo una crisi di liquidità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta deliberata di pagare stipendi e fornitori prima dei contributi obbligatori dimostra il dolo necessario per il reato. Inoltre, l'importo elevato del debito ha escluso l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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False dichiarazioni reddito: dolo e conseguenze
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per false dichiarazioni reddito, finalizzate a ottenere un beneficio. L'imputato aveva omesso il reddito del coniuge, superando così la soglia prevista. La Corte ha ribadito che per tale reato è sufficiente il dolo generico, desumibile dalla consapevole omissione di una somma così rilevante, e ha confermato la condanna.
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Patrocinio a spese dello Stato: la falsa dichiarazione
Un'ordinanza della Cassazione conferma la condanna per false dichiarazioni nell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. L'imputato aveva omesso i redditi del padre, percepiti nel periodo di riferimento, sostenendo che il genitore fosse deceduto prima della presentazione della domanda. La Corte ha ritenuto irrilevante tale circostanza, poiché la falsità riguarda i dati reddituali del periodo d'imposta richiesto, quando il nucleo familiare era composto diversamente. La dichiarazione mendace integra il reato, a prescindere dall'effettivo diritto al beneficio.
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Gratuito patrocinio: dolo e false dichiarazioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni nella richiesta di ammissione al gratuito patrocinio. L'ordinanza conferma che l'omissione di redditi, anche se esenti da IRPEF, è sufficiente a configurare il dolo generico richiesto dalla norma, rendendo irrilevante l'ignoranza della legge penale. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche basato sulla negativa personalità dell'imputato.
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Indebita compensazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti. L'imprenditore aveva utilizzato crediti mai dichiarati per compensare debiti tributari e previdenziali per circa 139.000 euro. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera riproposizione di argomenti già respinti e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando così la condanna.
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Omissione di soccorso: doveri del conducente
Un conducente causa un incidente stradale con feriti e, invece di prestare aiuto, si allontana tentando di dissuadere i soccorritori. La Corte di Cassazione conferma la sua condanna per omissione di soccorso, ribadendo che l'obbligo di assistenza è personale, non delegabile e scatta per il solo fatto di essere coinvolti in un sinistro con feriti. La condotta dell'imputato ha dimostrato la piena consapevolezza e volontà di non adempiere ai propri doveri.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un automobilista, dopo aver causato un sinistro, si rifiuta di fornire i documenti, aggredisce un carabiniere e in seguito accusa falsamente le forze dell'ordine di violenza. La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e calunnia, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte sottolinea che l'uso di violenza attiva, anche se motivata da ragioni personali, integra pienamente il reato di resistenza, e che una falsa accusa implicante l'abuso d'ufficio costituisce calunnia.
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Intestazione fittizia di beni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su tre tabaccherie, oggetto di un'ipotesi di intestazione fittizia di beni. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: per il terzo intestatario fittizio non è richiesto il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza della finalità illecita perseguita dal reale proprietario. Il ricorso è stato rigettato, consolidando l'orientamento giurisprudenziale sul tema.
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Violenza sessuale: il toccamento fugace è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per violenza sessuale a seguito di un toccamento fugace. Secondo la Corte, anche un atto subdolo e repentino su zone erogene integra il reato, senza che sia necessaria una violenza palese. Il ricorso è stato giudicato generico e infondato.
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Diffamazione online: la Cassazione sulla reputazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione online di un utente che aveva offeso una dottoressa e un'infermiera su un social network e una testata giornalistica. La sentenza stabilisce che le vittime erano facilmente identificabili e che le espressioni usate superavano il diritto di critica, integrando un attacco personale. La Corte ha escluso la particolare tenuità del fatto e confermato la validità della costituzione di parte civile anche senza conclusioni in appello.
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