Un uomo, dopo aver commesso uno scippo, fuggiva in auto e investiva un agente di polizia che cercava di sbarrargli la strada. La Corte d'Appello lo condannava per tentato omicidio, ritenendo che l'imputato avesse accettato il rischio di uccidere il poliziotto pur di scappare (dolo eventuale). La Cassazione ha annullato questa decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il reato di tentato omicidio è incompatibile con il dolo eventuale. Per configurare il tentativo occorre il dolo diretto, ossia la precisa volontà di uccidere o la certezza che l'azione causerà la morte. La Corte ha inoltre accolto il ricorso sul mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità per il furto della borsa contenente solo dieci euro, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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