LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dolo Eventuale — Anno 2022

Pagina 15 di 15

286 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo Eventuale

Provvedimenti

Dolo nel reato di ricettazione: condannati per ortaggi rubati
Quattro soggetti venivano fermati a bordo di un'auto con cinquanta cavolfiori e cento cipollotti rubati. Gli imputati sostenevano di averli raccolti in un campo non di loro proprietà, senza saper indicare il luogo esatto. Condannati per ricettazione in concorso, proponevano ricorso per Cassazione contestando la sussistenza del dolo e chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che il dolo nel reato di ricettazione si desume anche dalla mancata o inattendibile indicazione della provenienza dei beni. Inoltre, i precedenti penali dei soggetti escludono la particolare tenuità del fatto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di riciclaggio: finto prestito e condanna reale per il legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio nei confronti di un professionista che ha trasferito all'estero ingenti somme di denaro. I fondi derivavano da una truffa immobiliare ai danni di un istituto di credito e di compagnie assicurative. L'imputato, agendo come amministratore di una società schermo, ha canalizzato oltre 16 milioni di euro attraverso un finto finanziamento societario per acquistare un albergo in Svizzera. La difesa sosteneva la liceità dell'operazione e l'assenza di dolo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la fittizietà del prestito, la mancata restituzione e lo stretto legame con l'autore della truffa dimostrano la piena consapevolezza dell'origine illecita del denaro, integrando pienamente il reato di riciclaggio.
Continua »
Vendita di prodotti contraffatti: il falso evidente è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo sorpreso in possesso di capi d'abbigliamento falsificati. I giudici hanno chiarito che la vendita di prodotti contraffatti costituisce reato anche se la falsificazione è grossolana e non inganna l'acquirente, poiché la legge tutela la fede pubblica e l'affidamento nei marchi. Inoltre, il possesso ingiustificato di merce falsa fa scattare anche il reato di ricettazione. L'imputato non ha fornito una spiegazione credibile sulla provenienza della merce, confermando l'acquisto in mala fede. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il venditore al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Dolo di ricettazione: condanna definitiva per assegni rubati
L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione dopo essere stato trovato in possesso di alcuni assegni bancari di provenienza furtiva, acquisiti al di fuori dei normali canali di circolazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il dolo di ricettazione si configura quando il soggetto non fornisce una spiegazione attendibile sull'origine dei beni. Chi riceve assegni violando le regole di circolazione ordinaria è necessariamente consapevole della loro provenienza illecita. L'imputato non deve dimostrare l'innocenza, ma ha l'onere di allegare elementi credibili che giustifichino il possesso. Non avendolo fatto, scatta la responsabilità penale per aver accettato il rischio dell'illecito.
Continua »
Tentato omicidio o fuga disperata? La Cassazione fa chiarezza
Un uomo, dopo aver commesso uno scippo, fuggiva in auto e investiva un agente di polizia che cercava di sbarrargli la strada. La Corte d'Appello lo condannava per tentato omicidio, ritenendo che l'imputato avesse accettato il rischio di uccidere il poliziotto pur di scappare (dolo eventuale). La Cassazione ha annullato questa decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il reato di tentato omicidio è incompatibile con il dolo eventuale. Per configurare il tentativo occorre il dolo diretto, ossia la precisa volontà di uccidere o la certezza che l'azione causerà la morte. La Corte ha inoltre accolto il ricorso sul mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità per il furto della borsa contenente solo dieci euro, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Amministratore prestanome: firma per favore ma rischia la galera
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta nei confronti di un amministratore prestanome e dei gestori reali di una società fallita. Il prestanome sosteneva di essere estraneo alla gestione e di aver solo prestato il nome. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'amministratore prestanome risponde dei reati commessi dall'amministratore di fatto se ha una generica consapevolezza delle condotte illecite. Nel caso specifico, l'imputato aveva nascosto le scritture contabili in un container e si era sottratto alle domande del curatore fallimentare. Questi comportamenti dimostrano la sua piena consapevolezza e la volontà di ostacolare i controlli, escludendo una semplice negligenza e confermando la sua responsabilità penale.
Continua »