La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dipendente pubblico sanzionato con una sospensione di quindici giorni per aver svolto un secondo lavoro non autorizzato per circa due anni. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sulla valutazione del **lavoro non autorizzato dipendente pubblico**: anche se la legge prevede la possibilità del licenziamento, la sanzione deve sempre essere proporzionata alla gravità del fatto. Il giudice non può ignorare la serietà della violazione indicata dalla norma, ma deve bilanciarla con le circostanze specifiche del caso, come la saltuarietà dell'attività, la scarsa remunerazione e l'assenza di precedenti. In questo caso, la Corte ha ritenuto la sospensione una misura adeguata, confermandone la legittimità e respingendo le richieste del lavoratore.
Continua »