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Disturbo Della Quiete Pubblica

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Disturbo della quiete pubblica: condanna per i locali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per i gestori di un locale pubblico ritenuti responsabili di disturbo della quiete pubblica e violazione delle norme sulla sicurezza dei locali di pubblico spettacolo. Il caso riguardava una serata danzante protrattasi oltre l'orario consentito e con un numero di partecipanti superiore alla capienza autorizzata. La Suprema Corte ha ribadito che la responsabilità penale sussiste anche per l'amministratore di fatto e che la violazione di specifiche prescrizioni dell'autorità configura il reato previsto dall'art. 659, comma 2, del codice penale.
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Disturbo quiete pubblica: quando è reato per un locale?
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per disturbo della quiete pubblica a carico del gestore di uno stabilimento balneare. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, non è sufficiente il mero superamento dei limiti di rumore, ma è necessario dimostrare che l'attività sia stata svolta con modalità eccedenti la normale prassi, turbando così la quiete pubblica in modo penalmente rilevante. La sentenza impugnata è stata annullata per carenza di motivazione su questo punto cruciale e rinviata per un nuovo esame.
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Disturbo quiete pubblica: rumori in condominio
Una coppia viene condannata per disturbo della quiete pubblica a causa di rumori condominiali. La Corte di Cassazione annulla la sentenza, chiarendo che per configurare il reato non basta la lamentela del vicino, ma serve la prova che il rumore disturbi una pluralità indeterminata di persone, altrimenti si tratta di un illecito civile.
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Disturbo quiete pubblica: basta l’idoneità a nuocere
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per il reato di disturbo della quiete pubblica a carico dei gestori di un chiosco. Il giudice di primo grado aveva escluso il reato perché solo una famiglia si era lamentata, ma la Suprema Corte ha ribadito che per configurare il reato è sufficiente la potenziale capacità della condotta di disturbare un numero indeterminato di persone, senza necessità di provare il disturbo effettivo. Annullata anche la posizione del funzionario comunale accusato di omissione.
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