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Distanze Tra Costruzioni

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90 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze tra costruzioni: il muro di contenimento
La Corte di Cassazione affronta un caso di violazione delle distanze tra costruzioni a causa di un muro di contenimento. La sentenza stabilisce che un muro che sostiene un terrapieno artificiale è una 'costruzione' a tutti gli effetti e deve rispettare le normative. Viene inoltre affermata la nullità di qualsiasi accordo privato che deroghi alle norme inderogabili del piano regolatore locale, in quanto poste a tutela dell'interesse pubblico.
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Distanze tra costruzioni: area pubblica non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 337/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di distanze tra costruzioni. Il caso riguardava una scala esterna costruita in violazione delle norme. I proprietari sostenevano che la successiva cessione dell'area intermedia al Comune, destinata a verde pubblico, rendesse inapplicabili tali norme. La Corte ha rigettato il ricorso, precisando che l'esenzione prevista dall'art. 879 c.c. vale solo se l'area interposta è una via o una piazza pubblica, e non una generica area di proprietà comunale come un parco o un parcheggio.
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Distanze tra costruzioni: quando la legge prevale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un costruttore che aveva edificato a una distanza inferiore a quella minima legale. La Corte ha stabilito che la deroga alle norme nazionali sulle distanze tra costruzioni è ammessa solo in presenza di piani urbanistici esecutivi (piani particolareggiati o lottizzazioni) per gruppi di edifici, e non per la costruzione di un singolo fabbricato in un'area già edificata, anche se il piano regolatore locale prevedeva distanze inferiori.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene in un caso di vicinato riguardante le distanze tra costruzioni, aperture e sopraelevazioni. Con ordinanza, ha cassato la decisione d'appello, stabilendo due principi fondamentali: 1) una veduta aperta a distanza illegale va rimossa anche in presenza di un muro divisorio intermedio; 2) il giudice deve sempre pronunciarsi sulla richiesta di regolarizzare le luci non conformi, pena l'omessa pronuncia. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Distanze tra costruzioni: avanzare anziché demolire
In una controversia sulle distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Un proprietario aveva costruito a 15 cm dal confine, violando le norme locali che imponevano una distanza di 5 metri o la costruzione sul confine stesso. La Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione. La Cassazione, invece, ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve sempre valutare l'alternativa di conformare l'opera avanzando la costruzione fino al confine, qualora le norme lo permettano. Questa opzione non costituisce una domanda nuova e può essere considerata anche in appello. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Distanze tra costruzioni: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la sentenza d'appello in una controversia sulle distanze tra costruzioni. La Corte ha stabilito che non è possibile, in sede di legittimità, richiedere una nuova valutazione dei fatti, come la distinzione tra luce e veduta, né introdurre questioni nuove non dibattute nei precedenti gradi. Il ricorso è stato respinto perché mirava a un riesame del merito, vietato in Cassazione.
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Distanze tra costruzioni: quando un muro è fabbrica?
In una controversia sulle distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che imponeva la demolizione di un muro. La Suprema Corte ha rilevato due errori cruciali del giudice d'appello: aver deciso su una questione non richiesta dalle parti (vizio di ultrapetizione) e non aver spiegato adeguatamente perché il muro dovesse essere qualificato come una vera e propria 'costruzione' soggetta a specifiche distanze legali, rendendo la motivazione solo apparente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che imponeva una demolizione, chiarendo che le distanze tra costruzioni si misurano tra i fabbricati e non dal confine. La Corte ha anche ribadito che la contestazione della titolarità del diritto è sempre ammissibile e che non si possono usare presunzioni per le distanze legali degli alberi.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
Il caso riguarda una controversia sulla violazione delle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la distanza minima di 10 metri prevista dal D.M. 1444/1968 è una norma imperativa che si applica automaticamente, sostituendo le normative locali, non appena un comune ha provveduto alla zonizzazione del territorio, anche se il piano urbanistico è solo adottato e non ancora approvato in via definitiva.
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Distanze tra costruzioni: DM 1444/68 prevale sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che aveva realizzato una sopraelevazione senza rispettare le normative nazionali sulle distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che il D.M. 1444/68, che impone una distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, ha efficacia di legge dello Stato e si applica direttamente nei rapporti tra privati, sostituendo automaticamente eventuali regolamenti comunali meno restrittivi, anche se successivi. Di conseguenza, è stata confermata la demolizione dell'opera.
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Distanze tra costruzioni: deroghe e demolizione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni. Una proprietaria, condannata in appello alla demolizione di una sopraelevazione costruita a meno di dieci metri dal confine, ha impugnato la sentenza. La Corte, prima di decidere sulla legittimità di una deroga prevista dal regolamento edilizio locale, ha ordinato l'acquisizione della normativa urbanistica del Comune per valutarne la conformità alla legge nazionale.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
In una controversia su una sopraelevazione edilizia, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulle distanze tra costruzioni nei centri storici (Zone A). La Corte ha chiarito che le normative urbanistiche speciali, che impongono il mantenimento delle distanze preesistenti, prevalgono sulla norma generale del Codice Civile. Di conseguenza, in caso di violazione, l'unica tutela ammessa è la demolizione (riduzione in pristino) dell'opera illegittima e non il semplice risarcimento del danno.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
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Distanze tra costruzioni: l’intercapedine è vietata
In una disputa tra vicini per una ristrutturazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni sono inderogabili. La Corte ha chiarito che qualsiasi spazio vuoto tra due muri, anche se nascosto, costituisce un'intercapedine illegale. Inoltre, ha precisato che una modifica alla sagoma del tetto qualifica l'intervento come nuova costruzione, soggetta alle distanze legali. Infine, ha ribadito che la sicurezza di una canna fumaria non si valuta solo sulla distanza, ma su specifici accorgimenti tecnici.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in un caso riguardante le distanze tra costruzioni e l'usucapione di un terreno. La controversia vedeva opposti due proprietari confinanti. La Suprema Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse errato nel non motivare adeguatamente l'applicazione di una deroga alle distanze legali e nel negare l'interesse degli appellanti a contestare una dichiarazione di usucapione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Distanze tra costruzioni: muro di confine o edificio?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulle distanze tra costruzioni, chiarendo la differenza tra un semplice muro di cinta e una costruzione vera e propria. L'ordinanza stabilisce che un muro alto più di tre metri e strutturalmente collegato a un edificio preesistente non è un muro di cinta e deve essere rispettato nelle distanze legali per le nuove edificazioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una causa per violazione delle distanze tra costruzioni, il giudice deve applicare d'ufficio tutte le normative pertinenti, inclusi i regolamenti locali e il D.M. 1444/1968, senza che la parte debba formulare domande distinte. La nozione di 'costruzione' del Codice Civile, che include i balconi non meramente ornamentali, prevale su eventuali definizioni più restrittive dei regolamenti comunali. Il caso riguardava dei balconi costruiti a distanza irregolare.
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Distanze tra costruzioni: quando la ristruttura è nuova
Una complessa disputa immobiliare su confini, servitù e vedute porta la Corte di Cassazione a un'importante chiarificazione. L'ordinanza stabilisce che una ristrutturazione significativa che altera la volumetria di un edificio va considerata come "nuova costruzione". Di conseguenza, l'intero fabbricato deve rispettare le normative vigenti sulle distanze tra costruzioni, anche se l'edificio viola le norme urbanistiche. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando le decisioni dei giudici di merito sull'obbligo di arretramento e sulla costituzione di una servitù di passaggio per esigenze agricole.
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Distanze tra costruzioni: limiti del giudice d’appello
Una controversia sulle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che ordinava l'arretramento dell'intero edificio, anziché della sola sopraelevazione. La decisione è stata motivata dal fatto che il giudice d'appello aveva ecceduto i limiti della domanda, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, dato che la parte avversa non aveva impugnato la sentenza di primo grado, più favorevole al costruttore.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione e la nuova legge
Un proprietario ha ricostruito un immobile con un lieve aumento di volume, scatenando una causa con il vicino per le distanze tra costruzioni. La Corte d'Appello ha considerato l'opera una nuova costruzione, imponendo l'arretramento. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto applicare le recenti riforme legislative che hanno ampliato la nozione di "ristrutturazione edilizia", la quale può consentire modifiche volumetriche mantenendo le distanze preesistenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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