Un automobilista, sorpreso alla guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico oltre i limiti consentiti, è stato condannato a sette mesi di arresto. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. Ha contestato l'applicazione delle norme sulla sospensione dei termini previste dalla vecchia "Legge Orlando" per i fatti commessi tra il 2017 e il 2019, ritenendola incostituzionale e sfavorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la disciplina del 2017, limitando la sospensione della prescrizione a un massimo di un anno e mezzo per grado di giudizio, risulta in realtà la più favorevole rispetto alle riforme successive. Di conseguenza, la prescrizione del reato non si è compiuta e la condanna è diventata definitiva, con l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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