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Diligenza Professionale

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152 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato per pagare un creditore. L'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore che presentava un documento falso ma possedeva il codice fiscale e la password corretti. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando gli elementi a sua disposizione, e ha chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile a un assegno.
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Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2024, ha chiarito il regime di responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato incassato da un truffatore. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sull'assegno non trasferibile, inquadrando l'operazione come un mandato. La responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale (art. 1176 c.c.). Se l'istituto dimostra di aver verificato con diligenza il documento d'identità, il codice fiscale e la password forniti dal presentatore, non è tenuto al risarcimento, anche se il documento si rivela falso e il pagamento è stato effettuato alla persona sbagliata.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2110/2024, ha stabilito i confini della responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore. Se l'istituto dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando il documento d'identità (anche uno solo), il codice fiscale e la password forniti dall'ordinante, non è responsabile per l'erroneo pagamento. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme più severe previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando il bonifico domiciliato nell'ambito del mandato e della delegazione di pagamento, regolati dalle norme generali sulla diligenza contrattuale.
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Pagamento a persona sbagliata: la diligenza della banca
Un'impresa di assicurazioni dispone un 'bonifico domiciliato' a favore di un cliente. L'istituto di pagamento eroga la somma a un truffatore che si presenta con un documento apparentemente valido, il codice fiscale e la password corretta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile del pagamento a persona sbagliata, avendo agito con la diligenza professionale richiesta tramite la verifica di un singolo documento, del codice fiscale e della password, assolvendo così il proprio onere della prova.
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Diligenza professionale: onere della prova in dogana
Un'impresa di importazione ha ricevuto una sanzione per aver erroneamente dichiarato l'origine di una partita di cavi d'acciaio. La Corte di Cassazione, esaminando il caso, ha ribadito il principio della presunzione di colpa nelle violazioni doganali. È onere dell'importatore dimostrare la totale assenza di colpa, esercitando una diligenza professionale che va oltre il semplice controllo documentale. La decisione della corte di merito, che aveva annullato la sanzione basandosi su documenti poi rivelatisi falsi, è stata cassata perché non ha valutato adeguatamente il dovere di diligenza richiesto a un operatore qualificato.
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Responsabilità banca negoziatrice: quando è esclusa?
Una compagnia assicurativa ricorre in Cassazione contro un istituto di credito per l'incasso di assegni sottratti e contraffatti. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, escludendo la responsabilità della banca negoziatrice. Secondo l'ordinanza, la banca ha agito con la dovuta diligenza professionale identificando il presentatore tramite un documento d'identità non palesemente falso e in assenza di evidenti alterazioni sui titoli. La decisione ribadisce che non sono richieste indagini ulteriori in assenza di specifici indici di anomalia.
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Responsabilità officina: i doveri del meccanico
Un automobilista subisce la rottura del motore del proprio SUV dopo ripetuti e inutili interventi da parte di un'officina. La Corte d'Appello conferma la condanna dell'officina per responsabilità contrattuale, evidenziando la mancata diligenza professionale. Il meccanico, anche di fronte al rifiuto del cliente di eseguire una riparazione essenziale, avrebbe dovuto astenersi da interventi superflui o informare formalmente dei rischi.
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Assegno non trasferibile: diligenza e responsabilità
Una società assicuratrice cita in giudizio un intermediario per aver pagato un assegno non trasferibile a soggetti non legittimati. La Corte d'Appello, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, afferma la responsabilità dell'intermediario per non aver agito con la dovuta diligenza, avendo ignorato palesi anomalie nei documenti di identità. Tuttavia, riconosce un concorso di colpa del 20% a carico della società mittente per aver scelto un metodo di spedizione non sicuro come la posta ordinaria.
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Assegno contraffatto: la responsabilità della banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto di credito non è responsabile per il pagamento di un assegno contraffatto se l'alterazione non è rilevabile 'ictu oculi', ovvero a colpo d'occhio, da un operatore di media diligenza. Il caso riguardava un correntista il cui assegno era stato alterato nell'importo e nel beneficiario. La Corte ha rigettato il ricorso del cliente, confermando che non si può pretendere dalla banca l'uso di strumenti specialistici o competenze grafologiche per ogni controllo, specialmente nelle procedure automatizzate come la stanza di compensazione.
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Responsabilità professionale: la condanna di avvocato
Un'azienda ottiene il risarcimento per responsabilità professionale del proprio commercialista e avvocato. Il primo ha errato la compilazione di moduli previdenziali, il secondo ha impugnato tardivamente gli avvisi di addebito. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità solidale per i danni derivanti dalla tardiva opposizione e la responsabilità del solo commercialista per le sanzioni iniziali, escludendo però il danno da perdita di benefici fiscali per mancata prova del nesso causale.
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Assegno non trasferibile: diligenza della banca
Una società emetteva un assegno non trasferibile, successivamente intercettato e incassato da un truffatore. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, escludendo la responsabilità dell'istituto di credito. La sentenza chiarisce che la responsabilità della banca non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale. Poiché le specifiche contestazioni sulla visibilità della falsificazione sono state sollevate tardivamente in giudizio, e l'identificazione del presentatore era avvenuta con un documento valido, la banca è stata ritenuta non responsabile.
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Pagamento assegno non trasferibile: diligenza banca
Una società inviava per posta ordinaria degli assegni non trasferibili, che venivano rubati e incassati da impostori. La banca negoziatrice li identificava con documenti d'identità che apparivano validi. La Corte d'Appello, ribaltando la sentenza di primo grado, ha escluso la responsabilità della banca. Ha stabilito che il pagamento di un assegno non trasferibile, effettuato dopo aver verificato un singolo documento d'identità valido e senza palesi segni di falsificazione, soddisfa l'obbligo di diligenza professionale, liberando la banca da colpa.
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