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Destituzione

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Procedimento disciplinare autoferrotranvieri: le regole
La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento di un dipendente del settore trasporti, riaffermando la vigenza delle norme speciali che regolano il procedimento disciplinare autoferrotranvieri. La sentenza chiarisce che la mancata attivazione del Consiglio di Disciplina, quando richiesta dal lavoratore, costituisce un vizio procedurale insanabile che determina la nullità della sanzione espulsiva, in quanto le garanzie previste dal R.D. 148/1931 non sono state abrogate dalle successive riforme del settore.
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Consiglio di disciplina autoferrotramvieri: è obbligo?
Un dipendente di un'azienda di trasporti è stato licenziato per presunto abuso dei permessi della Legge 104. La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento, non entrando nel merito dell'accusa, ma perché l'azienda non ha istituito il Consiglio di disciplina autoferrotramvieri, nonostante la richiesta del lavoratore. Questa procedura speciale, prevista dal R.D. 148/1931, è stata ritenuta una garanzia irrinunciabile e ancora in vigore, la cui omissione causa la nullità del provvedimento disciplinare.
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Destituzione autoferrotramvieri: il Consiglio di disciplina
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della destituzione di un autista di una società di trasporti. La sanzione era stata irrogata senza la pronuncia del Consiglio di disciplina, nonostante la richiesta del lavoratore, come previsto dalla normativa speciale (R.D. 148/1931). La Corte ha ribadito che questa procedura è una garanzia inderogabile per il dipendente e la sua omissione determina la nullità del licenziamento, con conseguente reintegrazione e risarcimento del danno. La sentenza chiarisce che le successive evoluzioni normative non hanno soppresso l'obbligo di costituire tale organo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda è stato respinto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Licenziamento autoferrotranvieri: vige R.D. 148/1931
La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento di un dipendente di un'azienda di trasporto pubblico, stabilendo la persistente validità della procedura disciplinare speciale prevista dal R.D. n. 148/1931. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto tale normativa abrogata. La Cassazione ha chiarito che l'omissione della procedura, in particolare il mancato coinvolgimento del Consiglio di Disciplina, determina la nullità del provvedimento espulsivo. La sentenza sottolinea come la normativa speciale, più garantista per il lavoratore, prevalga sulla disciplina generale. Il caso riguarda un licenziamento autoferrotranvieri per presunto abuso di permessi.
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Riabilitazione dipendente pubblico: non per destituzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20225/2025, ha stabilito un importante principio in materia di sanzioni disciplinari nel pubblico impiego. Il caso riguardava una docente destituita dal servizio che aveva richiesto la riabilitazione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la riabilitazione del dipendente pubblico è un istituto applicabile solo alle sanzioni conservative (es. sospensione) e non alla destituzione, che comporta la cessazione definitiva del rapporto di lavoro. La decisione si basa sull'impossibilità di valutare la condotta 'in servizio' di un soggetto non più dipendente.
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