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Demanio Idrico

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imposta di registro concessioni: pagamento annuale
L'Ente Fiscale richiedeva il pagamento dell'imposta di registro per l'intera durata di una concessione pluriennale per la derivazione d'acqua. Il Consorzio concessionario si opponeva. La Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, stabilendo che, in caso di canone non fisso ma variabile, l'imposta di registro concessioni può essere pagata annualmente. Ha inoltre negato l'esenzione fiscale al Consorzio, non ritenendolo parte dell'amministrazione statale in senso stretto.
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Competenza demanio idrico: quando decide il TRAP
Un cittadino ha contestato i confini della sua proprietà con un'area lacustre demaniale, ritenendo che fossero chiaramente definiti da atti storici. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che la controversia sulla reale estensione del demanio idrico, data la presenza di atti amministrativi contrastanti, richiede una valutazione che potrebbe necessitare di indagini tecniche. Di conseguenza, ha confermato la competenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche, in quanto giudice specializzato in materia.
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Competenza livelli lago: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la competenza a regolare i livelli di un grande lago, anche se controllato da una diga di sbarramento, spetta all'Autorità di Bacino distrettuale e non allo Stato. La sentenza chiarisce che la competenza statale è limitata alla sicurezza strutturale della diga, mentre la gestione della risorsa idrica, inclusa la determinazione dei livelli dell'invaso per bilanciare i vari interessi (turismo, agricoltura, ambiente), rientra nelle attribuzioni regionali e locali. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni enti locali che lamentavano danni al turismo a causa dell'innalzamento sperimentale dei livelli del lago, confermando la legittimità dell'operato dell'Autorità di Bacino.
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Acque pubbliche: quando un fosso è demanio idrico?
Una proprietaria di un immobile contesta un ordine di demolizione, sostenendo che il terreno su cui ha costruito è privato poiché il fosso sottostante è una fognatura e non un corso d'acqua demaniale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando la decisione del tribunale specializzato. La Corte chiarisce che la distinzione fattuale tra un corso d'acqua e una fognatura spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità. Viene ribadito che le acque pubbliche fanno parte del demanio inalienabile dello Stato.
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Competenza tribunale ordinario per alveo abbandonato
L'ordinanza stabilisce la competenza del tribunale ordinario in una controversia sulla proprietà di terreni un tempo parte di un alveo fluviale, ma da decenni abbandonato dalle acque. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in assenza di uno scorrimento d'acqua attuale e della necessità di regolare il flusso, la questione è puramente proprietaria e non rientra nella giurisdizione specializzata del Tribunale regionale delle acque pubbliche.
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Retratto agrario: no con torrente pubblico di mezzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario terriero che voleva esercitare il diritto di retratto agrario su un fondo vicino. La Corte ha confermato che la presenza di un torrente, anche se non iscritto negli elenchi pubblici, interrompe la contiguità fisica e giuridica tra i terreni, requisito indispensabile per tale diritto. La natura demaniale del corso d'acqua è il fattore decisivo che preclude l'esercizio del retratto agrario.
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