La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il delitto di ricettazione. L'imputato era stato sorpreso a vendere una borsa e diciassette collane di provenienza illecita, sostenendo di averle trovate per caso. I giudici di merito hanno ritenuto del tutto inattendibile la tesi del ritrovamento fortuito, condannando l'uomo a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e duecento euro di multa, applicando l'attenuante della lieve entità. La Suprema Corte ha confermato la condanna, rilevando che i motivi del ricorso erano troppo generici e non contestavano in modo concreto le prove raccolte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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