La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una donna condannata per vari reati, tra cui associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, che chiedeva il riconoscimento della continuazione dei reati in sede esecutiva. La ricorrente sosteneva che le condotte illecite, commesse tra il 2014 e il 2017, fossero collegate da un unico disegno criminoso legato al mercato della droga. I giudici hanno invece confermato la decisione del Tribunale di Catania, stabilendo che la reiterazione dei reati non derivava da una pianificazione unitaria iniziale, ma da una scelta di vita improntata al crimine per trarne sostentamento. Di conseguenza, la Cassazione ha escluso l'applicazione del trattamento sanzionatorio di favore previsto per la continuazione dei reati, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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