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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione del giudizio tributario e liti con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento IRPEF a Il Contribuente, contestando somme non dichiarate legate a scommesse. I giudici di merito hanno esaminato la validità delle ricevute presentate a giustificazione delle entrate patrimoniali. Giunta la controversia dinanzi alla Corte di Cassazione, Il Contribuente ha formalmente richiesto la sospensione del giudizio tributario per poter aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I Supremi Giudici hanno verificato la pendenza effettiva della lite e i limiti di valore economico della controversia, accogliendo l'istanza. La Corte ha pertanto disposto lo stop temporaneo del processo, rinviando la trattazione della causa alla sezione tributaria per verificare l'esito della chiusura agevolata.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Contribuente e Fisco Chiudono la Lite
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento e una cartella di pagamento relativi a imposte del 2004. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il Contribuente ha comunicato la sua volontà di rinunciare al ricorso tributario, avendo aderito a una definizione agevolata prevista dalla legge. L'Amministrazione Fiscale non si è opposta. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del ricorso, compensando le spese legali tra le parti. Questo evidenzia come la rinuncia al ricorso tributario, specialmente in caso di adesione a sanatorie, porti alla chiusura del contenzioso.
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Definizione Agevolata: L’Azienda Estingue il Processo Tributario in Cassazione
L'Agenzia Fiscale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che annullava avvisi di accertamento a carico di un'Azienda. Quest'ultima ha chiesto la sospensione del processo, avendo aderito alla definizione agevolata controversia tributaria e pagato la prima rata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, poiché l'Azienda ha documentato l'adesione e il pagamento, e nessuna parte ha richiesto la trattazione del ricorso entro i termini. Le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate, e non è dovuto il contributo unificato aggiuntivo.
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Definizione Agevolata: L’Estinzione del Giudizio Tributario
Alcuni contribuenti avevano impugnato un avviso di liquidazione per imposta di registro. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, i contribuenti hanno aderito alla procedura di definizione agevolata prevista da una legge speciale, saldando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha poi chiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate, confermando l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le controversie fiscali.
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Fisco vs. Azienda: Definizione Agevolata Estingue il Giudizio Tributario
L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato un atto di trasferimento di beni di un'Azienda, chiedendo una maggiore imposta di registro. L'Azienda ha contestato l'avviso. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito fiscale. Di conseguenza, l'Agenzia ha chiesto l'estinzione del giudizio tributario. La Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere e compensando le spese legali tra le parti. La vicenda mostra come la definizione agevolata possa risolvere le liti fiscali prima della sentenza definitiva.
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Cartella di pagamento e definizione agevolata liti fiscali: il limite del giudicato
Un Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per imposte su una compravendita immobiliare. La Commissione Tributaria Regionale aveva permesso la **definizione agevolata liti fiscali**, ritenendo la controversia sanabile. Tuttavia, la cartella di pagamento era stata emessa dopo un avviso di liquidazione già confermato da una sentenza passata in giudicato (cioè definitiva). L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non è possibile la **definizione agevolata liti fiscali** quando la cartella di pagamento è un mero atto esecutivo di una pretesa fiscale già definitiva. Il Contribuente ha perso la causa.
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Definizione agevolata della lite: inutile chiedere l’estinzione
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro una Società per un accertamento fiscale relativo a ricavi non contabilizzati. Durante il giudizio, la Società ha scelto di aderire alla definizione agevolata della lite, presentando la relativa domanda di condono. Successivamente, la Corte ha emesso un decreto che ha dichiarato l'estinzione del processo per mancanza dell'istanza di trattazione nei termini. La Società ha quindi chiesto di fissare un'udienza per revocare quel decreto e ottenerne un altro che certificasse l'estinzione per l'avvenuta definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa richiesta. I giudici hanno stabilito che non esiste un interesse concreto nel sostituire un'estinzione con un'altra pronuncia identica nei suoi effetti. Il decreto di estinzione è stato quindi confermato con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore individuale costi fittizi per operazioni inesistenti. Il contribuente ha impugnato l'accertamento. La controversia è proseguita fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha depositato la domanda di definizione agevolata delle liti pendenti introdotta dalla Legge 130 del 2022. La Suprema Corte ha preso atto della documentazione depositata e ha disposto la sospensione del giudizio con rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando il contenzioso fiscale per consentire la regolare chiusura della pendenza.
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Accertamento Fiscale: Definizione Agevolata e Giudicato del Co-obbligato
Una socia unica di una società ha ricevuto un avviso di accertamento per un immobile assegnato, il cui valore era stato ritenuto superiore al dichiarato. La società, co-obbligata, aveva ottenuto una sentenza che riduceva l'imposta. La socia ha chiesto la definizione agevolata controversia tributaria basandosi sul valore ridotto. L'Agenzia delle Entrate ha negato, sostenendo che il calcolo dovesse partire dal valore originario e che l'estensione del giudicato richiedesse una domanda espressa. La Cassazione ha accolto il ricorso della socia sulla definizione agevolata, affermando che l'indicazione del valore ridotto è sufficiente a "opporre" il giudicato favorevole. La sentenza è stata cassata con rinvio per riesaminare il merito della valutazione dell'immobile.
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Definizione agevolata della lite: stop a cartella milionaria
Una contribuente ha impugnato due cartelle esattoriali per quasi due milioni di euro e la conseguente ipoteca sulla propria casa. La donna ha contestato difetti di notifica, decadenza dell'azione impositiva e mancato invio dell'avviso bonario. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata della lite versando l'importo ridotto previsto dalla legge per chiudere il debito fiscale originario. L'Agenzia delle Entrate - Riscossione ha verificato l'integrale pagamento delle somme e ha confermato l'azzeramento della pretesa tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della regolarizzazione e ha dichiarato formalmente estinto il contenzioso, disponendo la totale compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione Agevolata Controversie Tributarie: Giudicato e Revocazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una Società che chiedeva la "definizione agevolata controversie tributarie" e la revocazione di una precedente sentenza. La Società contestava accertamenti fiscali per plusvalenze non dichiarate da terreni agricoli assegnati ai soci e ricavi non contabilizzati. La Cassazione ha chiarito che una controversia non è più "pendente" per la definizione agevolata se una sentenza di legittimità (Cassazione) ha già rigettato il ricorso, rendendo la decisione definitiva. Inoltre, gli errori invocati dalla Società non erano "errori di fatto revocatori" ma piuttosto questioni di diritto o interpretative, non idonee a giustificare la revocazione. La Società ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Definizione agevolata delle liti pendenti e spese di lite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Contribuente presunte operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA e IRAP per gli anni 2003 e 2004, emettendo un avviso di accertamento. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato l'atto ritenendo insufficienti le prove presentate dal Fisco. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal Decreto Legge 119/2018, provvedendo al versamento dell'importo dovuto. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione Agevolata: La Cassazione rinvia la causa per debiti fiscali
Un contribuente ha impugnato cartelle di pagamento relative a IRPEF, IVA e SSN, contestando omessa notifica e tardiva iscrizione a ruolo. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, il caso è giunto in Cassazione. Nel frattempo, il contribuente ha aderito alla "definizione agevolata" dei debiti, ottenendo l'accettazione del piano di dilazione e iniziando i pagamenti. La Corte di Cassazione, preso atto della "definizione agevolata" in corso, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, attendendo la completa estinzione del debito per effetto della procedura agevolata.
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Revocazione per errore di fatto: Fisco perde per ricorso errato
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso per revocazione per errore di fatto contro un decreto della Corte di Cassazione che dichiarava estinto un processo fiscale. Il decreto si basava sul presunto perfezionamento della definizione agevolata da parte di una Società Agricola, circostanza ritenuta errata dall'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La legge non ammette la revocazione contro questo tipo di decreto di estinzione. L'unico strumento consentito è la richiesta di fissazione dell'udienza entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento. Il ricorso è stato notificato con mesi di ritardo, rendendo impossibile ogni conversione. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi perso la causa ed è stata condannata a rimborsare le spese legali alla società.
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Società a ristretta base societaria: il socio contesta gli utili
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società a ristretta base societaria maggiori ricavi non dichiarati. Poiché la società non ha impugnato l'accertamento, il Fisco ha chiesto il pagamento dell'IRPEF ai soci, presumendo la distribuzione degli utili extracontabili. Un socio si è avvalso della definizione agevolata, ottenendo l'estinzione della causa. L'altro socio ha ricorso in Cassazione sostenendo di poter contestare anche l'effettiva esistenza del maggior reddito societario. La Suprema Corte ha accolto questo motivo: se l'atto verso la società diventa definitivo soltanto per mancata impugnazione e non per una sentenza di merito, il singolo socio conserva il diritto di dimostrare che la società non ha mai prodotto quegli utili non contabilizzati.
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Sospensione del giudizio e rottamazione: stop alla cartella
Il Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a una vecchia cartella esattoriale risalente al 2003. Dopo il rigetto del ricorso nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del processo di legittimità, Il Contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge e ha chiesto di bloccare la causa. La Suprema Corte ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio e rottamazione delle pendenze tributarie in attesa del versamento della prima rata. I giudici hanno rinviato la decisione finale, imponendo alle parti di depositare la documentazione che provi l'effettivo pagamento e il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Sospensione termini ricorso per cassazione: no all’IMU tardiva
Il Comune notifica alla Società Contribuente avvisi di accertamento per maggiore IMU. I ricorsi della società vengono respinti nei gradi di merito, dove l'immobile è qualificato come area fabbricabile. La Società Contribuente propone impugnazione dinanzi alla Suprema Corte, invocando la sospensione termini ricorso per cassazione prevista dalla normativa sulle controversie tributarie. Il Comune eccepisce la tardività del ricorso. I giudici di legittimità dichiarano il ricorso inammissibile per tardività. La sospensione straordinaria di nove mesi non opera per i tributi locali gestiti dal Comune, a meno che l'ente non l'abbia espressamente estesa a chi presenta domanda di definizione agevolata. Non avendo la società presentato alcuna istanza di sanatoria, il termine ordinario per ricorrere risultava già decorso. La Società Contribuente perde il giudizio ed è condannata al pagamento delle spese legali.
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Definizione agevolata: l’imposta si estingue con i pagamenti
Un contribuente ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni per la prima casa su un immobile e sul box auto. Dopo le decisioni sfavorevoli nei primi gradi di giudizio, la parte ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del processo, il cittadino si è avvalso della definizione agevolata, versando integralmente le diciassette rate previste per saldare il debito iscritto a ruolo. La Corte di Cassazione, verificato il tempestivo saldo di tutti gli importi dovuti, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Il completamento dei versamenti per la definizione agevolata assorbe anche i costi del processo, determinando la compensazione integrale delle spese tra le parti.
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Definizione agevolata: estinta la causa fiscale sui beni esteri
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un privato la mancata dichiarazione di investimenti finanziari all'estero per diversi anni. L'ente ha poi inviato un secondo atto con le sanzioni oltre il termine di decadenza annuale. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al privato, ma l'ente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha richiesto la definizione agevolata della controversia pagando la prima rata entro i termini previsti dal decreto legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato la regolarità del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese processuali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti tributarie: dal maxi accertamento alla pace
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale la deducibilità di costi per oltre un milione di euro relativi a premi e compensi promozionali riconosciuti a sei imprese affiliate in franchising. L'ufficio fiscale riteneva assenti i requisiti di certezza della spesa e recuperava maggiori imposte. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ricorrente ha presentato istanza per la definizione agevolata liti tributarie, dimostrando il versamento completo di tutte le venti rate previste dalla legge. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate e non è stato applicato alcun raddoppio del contributo unificato.
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