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Decreto Di Espulsione

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346 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Domanda reiterata: stop all’espulsione, dice la Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'espulsione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare una domanda reiterata di protezione internazionale. La presentazione di tale domanda, anche se successiva a un primo diniego, sospende l'efficacia del provvedimento di allontanamento fino alla decisione, imponendo al giudice una valutazione completa dei fatti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Decreto di espulsione: i motivi di ricorso validi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La decisione sottolinea che i motivi di impugnazione devono essere specifici e ben documentati, specialmente per quanto riguarda l'integrazione sociale e i rischi nel paese d'origine. La Corte ha inoltre chiarito aspetti procedurali fondamentali, come la validità della notifica dell'atto in lingua italiana quando la sua conoscenza è provata e la consegna dell'atto in originale anziché in copia.
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Diritto unità familiare: no espulsione senza figli
Una cittadina straniera, residente in Italia da oltre vent'anni con il marito, ha subito un decreto di espulsione per assenza prolungata dal territorio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Giudice di Pace, stabilendo che il diritto unità familiare non può essere negato solo perché la coppia non ha figli. La valutazione dei legami familiari deve essere ampia e non limitata alla presenza di prole.
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Notifica al difensore: quando scade il termine?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che dichiarava inammissibile l'opposizione a un provvedimento di espulsione. La Corte ha stabilito che la mancata notifica al difensore impedisce la decorrenza del termine per impugnare. Se l'atto viene comunicato solo all'interessato e non al suo legale, il termine per l'opposizione non inizia a decorrere, rendendo l'impugnazione tempestiva.
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Protezione speciale: stop all’espulsione coattiva
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di accompagnamento alla frontiera nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sul principio che la pendenza di una domanda di protezione speciale conferisce al richiedente il diritto di soggiornare legalmente in Italia fino alla decisione finale. Il giudice della convalida aveva l'obbligo di verificare l'esistenza di tale domanda, che costituisce un ostacolo all'esecuzione dell'espulsione. Avendo omesso tale verifica, il suo provvedimento è stato cassato.
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Ricorso inammissibile: gli errori procedurali fatali
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da una cittadina straniera contro un decreto di espulsione. La decisione si fonda su due errori procedurali critici: il mancato deposito del provvedimento impugnato e l'errata identificazione della controparte, avendo citato in giudizio il Ministero dell'Interno anziché la Prefettura competente. La Corte ha sottolineato come tali vizi impediscano l'esame nel merito delle questioni sollevate, come la mancata traduzione del decreto.
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Protezione internazionale: basta la PEC per fermare l’espulsione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice manifestazione di volontà di richiedere la protezione internazionale, anche se espressa tramite una PEC inviata dall'avvocato, è sufficiente a sospendere l'efficacia di un decreto di espulsione. Il caso riguardava un cittadino straniero che, dopo aver tentato più volte di formalizzare una domanda di asilo reiterata, si era visto notificare un provvedimento di allontanamento. La Corte ha cassato la decisione del Giudice di Pace, che non aveva considerato la richiesta inviata via PEC come un fatto decisivo, ribadendo che il diritto a rimanere sul territorio sussiste fino alla decisione sulla richiesta.
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Espulsione straniero: quando il ricorso è respinto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24105/2024, ha rigettato il ricorso contro un provvedimento di espulsione straniero. La Corte ha chiarito che una domanda di protezione speciale successiva al decreto non lo invalida, ma ne sospende solo l'esecuzione. Inoltre, ha ribadito che il solo certificato di matrimonio non basta a provare una vita familiare effettiva, necessaria per invocare la tutela contro l'espulsione. La decisione si fonda sull'assenza di prova della convivenza e sul mancato rispetto dei termini per la dichiarazione di presenza sul territorio nazionale.
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Espulsione illegittima: la sanatoria blocca il decreto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'espulsione è illegittima se disposta mentre è ancora in corso una procedura di emersione del lavoro irregolare (sanatoria). La Corte ha chiarito che il semplice invio di un 'preavviso di rigetto' non conclude il procedimento amministrativo e, pertanto, non fa venir meno la sospensione del potere di espulsione prevista dalla legge. Di conseguenza, la sentenza che convalidava l'espulsione è stata annullata e il caso rinviato al Giudice di pace.
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Decreto di espulsione: ricorso valido senza deposito
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. Il Giudice di Pace ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancato deposito dell'atto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la legge non sanziona con l'inammissibilità il mancato deposito del decreto di espulsione in questo tipo di procedimenti, che devono essere improntati alla massima semplicità. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Decreto di espulsione nullo dopo soccorso in mare
Un cittadino straniero, soccorso in mare e identificato all'arrivo, ha ricevuto un decreto di espulsione per presunta elusione dei controlli di frontiera. La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo il provvedimento, affermando che il soccorso e l'identificazione escludono la clandestinità. Di conseguenza, anche il successivo ordine di trattenimento è stato annullato. Questo caso chiarisce l'illegittimità di un decreto di espulsione basato su presupposti palesemente inesistenti.
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Notifica decreto di espulsione: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un'espulsione. Il motivo è la mancata verifica sulla validità della notifica del decreto di espulsione. Se consegnato in semplice fotocopia, senza attestazione di conformità all'originale, l'atto è nullo. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per un nuovo esame.
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Interesse ad agire espulsione: la Cassazione decide
Un cittadino straniero, dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, ha impugnato un precedente decreto di espulsione, sostenendo di avere ancora interesse al suo annullamento per futuri risarcimenti e in caso di revoca della protezione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'ottenimento della protezione internazionale elimina definitivamente il decreto di espulsione, facendo così cessare ogni interesse ad agire espulsione e la materia del contendere.
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Ordine di allontanamento: quando non è impugnabile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14396/2024, ha stabilito che un ordine di allontanamento emesso dal Questore in esecuzione di un precedente decreto di espulsione non è autonomamente impugnabile. La tutela giurisdizionale dello straniero è garantita dalla possibilità di contestare l'atto presupposto, ovvero il decreto di espulsione. La Corte chiarisce che tale provvedimento non incide sulla libertà personale e il suo controllo di legittimità è differito all'eventuale giudizio penale per inottemperanza.
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Decreto di espulsione: motivazione nulla, convalida annullata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida del trattenimento di un cittadino straniero in un CPR. La decisione si fonda sulla motivazione del tutto apparente e generica del provvedimento del Giudice di Pace, che non analizzava le specifiche censure sollevate dalla difesa riguardo all'illegittimità del presupposto decreto di espulsione. La Suprema Corte ha ribadito che qualsiasi limitazione della libertà personale deve essere supportata da una motivazione concreta e specifica, non da formule standardizzate.
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Domanda protezione internazionale: obbligo di sospensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora venga presentata una domanda di protezione internazionale dopo l'emissione di un decreto di espulsione, il giudice che valuta l'opposizione a tale decreto ha l'obbligo di sospenderne l'efficacia. Sebbene la domanda non annulli l'espulsione, ne congela gli effetti fino alla decisione sulla richiesta di protezione. Il caso riguardava un cittadino straniero il cui ricorso contro l'espulsione era stato respinto dal Giudice di Pace senza la dovuta sospensione.
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Protezione internazionale: quando conta la domanda?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il ricorrente sosteneva di aver manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale prima dell'emissione del decreto, ma la Corte ha ritenuto che il documento prodotto non fosse una prova adeguata di tale intenzione, confermando la legittimità del provvedimento espulsivo.
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Protezione internazionale: basta la PEC per fermare l’espulsione
Un cittadino straniero, dopo aver ricevuto un decreto di espulsione, ha manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale tramite PEC. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa semplice manifestazione di volontà, anche se non immediatamente formalizzata, è sufficiente a sospendere l'efficacia del provvedimento di espulsione. La decisione del Giudice di Pace, che aveva rigettato l'opposizione, è stata annullata perché errata, in quanto non ha distinto tra la presentazione della domanda e la sua successiva registrazione formale.
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Reingresso illegale: limiti del giudice penale
Un cittadino straniero, espulso con un decreto del Prefetto, è stato condannato per reingresso illegale. In sua difesa, ha sostenuto che l'espulsione originaria fosse ingiusta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: il reato di reingresso illegale punisce la violazione del divieto di ritorno, non l'inosservanza dell'ordine di espulsione. Pertanto, il giudice penale non ha il potere di 'disapplicare' un decreto di espulsione che ha già prodotto i suoi effetti con l'effettivo allontanamento dal territorio, rendendo irrilevante la sua presunta illegittimità.
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Decreto di espulsione: quando è legittimo? La Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo che fosse illegittimo a causa di un ricorso pendente per protezione internazionale e del rischio di violazione dei diritti fondamentali in caso di rimpatrio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le doglianze sul rischio erano troppo generiche e che, dopo il rigetto del Tribunale, il ricorso in cassazione non sospende automaticamente l'efficacia del provvedimento di espulsione.
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