LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Decisum

Pagina 12 di 35

697 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spese di lite: come si calcola il valore della causa
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per determinare le spese di lite quando la controversia riguarda esclusivamente l'entità dei compensi legali. In tali casi, il valore della causa ai fini della liquidazione è pari alla differenza tra quanto riconosciuto in sentenza e quanto richiesto dalla parte. Se l'importo liquidato dal giudice risulta superiore ai valori medi dello scaglione di riferimento, il ricorso deve essere rigettato.
Continua »
Compensatio lucri cum damno: deducibile l’indennizzo
La Corte di Cassazione conferma che l'indennizzo assicurativo percepito dal danneggiato deve essere sempre detratto dal risarcimento dovuto dal responsabile. Questo principio, noto come compensatio lucri cum damno, non è soggetto a preclusioni processuali. La prova del pagamento può quindi essere introdotta anche nel giudizio di appello, poiché il risarcimento non deve mai trasformarsi in una fonte di guadagno per la vittima.
Continua »
Pensione integrativa: quando spetta? La Cassazione
Un ex dipendente di un istituto di credito ha richiesto una pensione integrativa basata su una convenzione aziendale. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che l'integrazione è dovuta solo se la pensione pubblica (INPS) non raggiunge un trattamento minimo garantito dalla convenzione stessa, e non come somma aggiuntiva automatica. La Corte ha rigettato sia il ricorso del lavoratore che quello della banca, ritenendo 'plausibile' e non sindacabile in sede di legittimità l'interpretazione del contratto fornita dai giudici di merito.
Continua »
Assegno sociale e stato di bisogno: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro la sospensione del suo assegno sociale. La decisione si fonda sul fatto che la valutazione dello stato di bisogno può includere anche il controvalore economico del vitto e dell'alloggio forniti da un ex coniuge, considerati elementi idonei a escludere la necessità economica. La Corte ha ritenuto che la valutazione del giudice di merito fosse un accertamento di fatto non contestabile in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: guida agli errori da evitare
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro un avviso di accertamento tributario. La decisione si fonda sulla mancata esposizione chiara e completa dei fatti di causa nell'atto di ricorso, violando il principio di autosufficienza e impedendo alla Corte di valutare le censure.
Continua »
Ricorso inammissibile concordato: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che un ricorso inammissibile concordato può essere presentato solo per vizi specifici legati al consenso o alla difformità della pronuncia rispetto all'accordo, e non per generiche lamentele sulla motivazione. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Attenuanti generiche negate per recidiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato lieve in materia di stupefacenti. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche, motivandolo con la pervicacia criminale del soggetto, il quale aveva commesso il nuovo reato poco dopo aver terminato di scontare una precedente pena detentiva. Tale comportamento, secondo i giudici, costituisce un elemento ostativo a una prognosi favorevole e giustifica pienamente la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Compenso incentivante: no per servizi di manutenzione
Un dipendente pubblico ha richiesto un compenso incentivante per attività di manutenzione del verde e sgombraneve. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, negando il diritto all'incentivo. La Corte ha stabilito che tali attività rientrano nella categoria dei "servizi" e non delle "opere pubbliche", poiché non comportano una modifica fisica e permanente della realtà, requisito essenziale per il riconoscimento del compenso incentivante previsto dalla legge.
Continua »
Onere della prova: spetta alla P.A. dimostrarlo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31422/2023, ha stabilito che grava sulla Pubblica Amministrazione l'onere della prova riguardo a fatti che impediscono l'erogazione di contributi pubblici. Nel caso esaminato, una società editoriale si era vista negare i fondi sulla base di un presunto collegamento con un'altra impresa. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione, confermando che, in assenza di prove concrete del fatto ostativo, il contributo è dovuto, e che nuove prove, come una sentenza penale, non possono essere introdotte per la prima volta nel giudizio di legittimità.
Continua »
Giudizio di rinvio: limiti del giudice cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale che, in sede di giudizio di rinvio, aveva confermato un sequestro preventivo basandosi su un fatto diverso da quello originariamente contestato. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice del rinvio è strettamente vincolato ai limiti dell'imputazione originaria e al principio di diritto stabilito nella precedente sentenza di annullamento, non potendo considerare nuove contestazioni introdotte dal Pubblico Ministero in fase di appello.
Continua »
Mansioni superiori: onere della prova del dipendente
Una dipendente pubblica ha richiesto il pagamento per mansioni superiori, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Cassazione. La Corte ha ribadito che spetta al lavoratore l'onere di provare in modo specifico e dettagliato il contenuto delle attività svolte, non essendo sufficiente un generico riferimento a un incarico apicale.
Continua »
Onere della prova TARSU: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29907/2023, ha chiarito che l'onere della prova TARSU per ottenere esenzioni o riduzioni spetta al contribuente. Una società proprietaria di un centro commerciale, che aveva affittato i rami d'azienda, è stata ritenuta responsabile del pagamento della tassa sui rifiuti per non aver comunicato formalmente al Comune le variazioni di occupazione degli immobili. Secondo la Corte, non è sufficiente produrre i contratti di affitto in giudizio; è necessaria una preventiva e formale denuncia di variazione all'ente impositore.
Continua »
Onere della prova nel mutuo: chi lo deve provare?
Un ex genero agisce in giudizio contro l'ex suocera per la restituzione di somme che sostiene di averle prestato per pagare le rate di un mutuo e per ristrutturare la sua abitazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ribadisce il principio fondamentale sull'onere della prova nel mutuo: chi chiede la restituzione del denaro deve dimostrare non solo l'avvenuta consegna, ma anche l'esistenza di un titolo che obbliga alla restituzione, cioè il contratto di mutuo. La Corte accoglie inoltre il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, chiarendo che queste vanno calcolate sul valore effettivo della controversia e non sul valore totale della causa iniziale.
Continua »
Compenso avvocato: riduzione giudiziale e accordi
Un avvocato ricorre in Cassazione contro la riduzione del suo compenso professionale decisa da un tribunale, nonostante un accordo scritto con la società cliente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando il potere del giudice di proporzionare il compenso all'opera effettivamente svolta, specialmente in presenza di cause connesse. La Corte ha stabilito che l'opposizione del cliente a una parcella può essere interpretata come una richiesta di riduzione, legittimando l'intervento del giudice sulla quantificazione.
Continua »
Associazione in partecipazione fittizia: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riqualifica i contratti di associazione in partecipazione di alcuni venditori come rapporti di lavoro subordinato. La Corte sottolinea che, per distinguere le due figure, è necessario valutare le concrete modalità di svolgimento della prestazione e non solo il nomen iuris del contratto. La mancanza di un reale rischio d'impresa per l'associato e la presenza di indici di subordinazione hanno portato al rigetto del ricorso di una nota società di arredamento, condannata al versamento dei contributi previdenziali omessi.
Continua »
Borsa studio medici specializzandi: no all’adeguamento
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'adeguamento triennale e annuale della propria borsa di studio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7237/2023, ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che, per i corsi iniziati tra il 1998 e il 2005, la normativa successiva al 1997 ha escluso l'applicazione dei meccanismi di adeguamento previsti in precedenza, consolidando la quota del Fondo sanitario nazionale destinata al finanziamento della borsa studio medici specializzandi e ritenendo legittimo il blocco degli incrementi.
Continua »
Compenso avvocato: decisum o disputatum? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7224/2023, ha stabilito che il compenso dell'avvocato va calcolato sulla base della somma effettivamente liquidata dal giudice (decisum) e non su quella inizialmente richiesta (disputatum), specialmente quando la domanda include la formula 'o la maggiore o minore somma'. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni clienti che contestavano l'onorario del loro legale, liquidato su un'indennità di esproprio molto superiore a quella domandata, sottolineando il principio di adeguatezza del compenso al risultato ottenuto.
Continua »
Controlli sanitari alimentari: la Cassazione decide
Un'azienda sanitaria pubblica ha impugnato una sentenza che esentava diverse imprese alimentari dal pagamento delle tariffe per i controlli ufficiali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le tariffe per i controlli sanitari alimentari si applicano a tutta la filiera, comprendendo non solo la produzione ma anche la trasformazione, lo stoccaggio e la commercializzazione. La Corte ha confermato la legittimità del sistema tariffario forfettario nazionale, ritenendolo conforme alla normativa dell'Unione Europea.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’eccezione è irrilevante
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per tentato furto. L'imputato contestava l'assenza del difensore durante l'individuazione, ma la Corte ha ritenuto l'eccezione irrilevante data la presenza di numerose altre prove schiaccianti, come la flagranza di reato, testimonianze e il possesso di attrezzi da scasso.
Continua »
DASPO violazione: ricorso inammissibile in Cassazione
Un individuo, soggetto a DASPO, ha impugnato la sua condanna per la ripetuta violazione dell'obbligo di firma. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per DASPO violazione. La Corte ha rigettato le argomentazioni relative alla valutazione delle prove, alla particolare tenuità del fatto e all'irrilevanza del cambio di denominazione di una società sportiva, considerandole infondate o tentativi di riesaminare il merito della causa, non consentiti in sede di legittimità.
Continua »