La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7352/2025, ha stabilito che un condannato può eseguire l'affidamento in prova al servizio sociale nel proprio paese di residenza all'interno dell'UE (nella fattispecie, la Francia). La Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che, basandosi su giurisprudenza superata, aveva negato tale possibilità. La sentenza chiarisce che, grazie alla normativa europea sul reciproco riconoscimento (d.lgs. 38/2016), le misure alternative all'estero come l'affidamento in prova sono ammissibili, a differenza della detenzione domiciliare e della semilibertà che, mantenendo uno stato detentivo, non rientrano in tale disciplina.
Continua »