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De Cuius — Anno 2024

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108 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Risarcimento danno dirigente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per gli eredi di un dipendente pubblico che, pur avendo vinto un concorso per dirigente, non ha mai ricevuto il relativo incarico. La Corte ha stabilito che il danno va quantificato nelle differenze retributive tra lo stipendio percepito e la parte fissa della retribuzione dirigenziale che sarebbe spettata. L'ordinanza chiarisce anche che l'Agenzia pubblica, subentrata al Ministero, è legittimata passivamente a rispondere delle obbligazioni pregresse, consolidando il principio del risarcimento danno dirigente per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede da parte della Pubblica Amministrazione.
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Rivalutazione contributiva: la domanda dell’erede
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32288/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il caso riguardava la richiesta di un'erede di ottenere il beneficio per il coniuge defunto, il quale, in vita, non aveva mai presentato la relativa domanda amministrativa all'INPS. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che la domanda amministrativa non è una mera condizione di procedibilità, ma un elemento costitutivo del diritto stesso. Di conseguenza, se il lavoratore non presenta la domanda, il diritto non entra mai nel suo patrimonio e, pertanto, non può essere trasmesso agli eredi per successione.
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Crediti ereditari: un coerede può agire per l’intero?
La Corte di Cassazione chiarisce che i crediti ereditari non si dividono automaticamente tra i coeredi ma entrano nella comunione ereditaria. Di conseguenza, un singolo coerede è legittimato ad agire in giudizio per recuperare l'intero credito spettante al defunto, senza dover limitare la richiesta alla propria quota. La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento avanzata da un erede per somme sottratte dal conto del fratello defunto. La Corte d'Appello aveva erroneamente dimezzato il risarcimento, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, riaffermando il principio consolidato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: critica alla CTU
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato nell'ambito di una causa di divisione ereditaria. La ricorrente contestava le valutazioni della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) già confermate in primo e secondo grado. La Corte ha ritenuto le censure generiche e tardive, sottolineando che il ricorso era precluso anche dal principio della "doppia conforme", che limita l'accesso alla Cassazione quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione sui fatti. La decisione ribadisce l'importanza di formulare obiezioni specifiche e tempestive agli elaborati peritali durante il processo.
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Notifica precetto eredi: onere della prova creditore
Un erede si opponeva a un precetto notificato contestualmente al titolo esecutivo, violando il termine di 10 giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che in caso di notifica precetto eredi, spetta al creditore, e non all'erede, l'onere di provare che la notifica al defunto fosse già avvenuta. La violazione del termine è un vizio che pregiudica in modo evidente i diritti dell'erede.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31407/2024, ha stabilito che la compensazione spese legali è illegittima se la parte è totalmente vittoriosa. L'errore del giudice di primo grado, addotto dalla Corte d'Appello come motivazione, non rientra tra le 'gravi ed eccezionali ragioni' richieste dalla legge per derogare al principio della soccombenza, secondo cui chi perde paga le spese. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso per una nuova decisione sulle spese.
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Prescrizione donazione nulla: decorrenza e termini
In una disputa ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla prescrizione donazione nulla. L'ordinanza chiarisce che l'azione per la restituzione di somme derivanti da una donazione invalida si prescrive in dieci anni a partire dalla data del pagamento e non dalla successiva sentenza che ne dichiara la nullità. L'erede che agisce per il recupero del credito subentra nella stessa posizione del defunto, senza che l'apertura della successione modifichi l'inizio del decorso della prescrizione.
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Sdemanializzazione tacita: no per il demanio marittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36924/2024, ha stabilito che la declassificazione di un bene dal demanio marittimo non può mai avvenire in forma implicita. A differenza di altre categorie di beni demaniali, per la sdemanializzazione di spiagge e arenili è indispensabile un provvedimento amministrativo formale ed esplicito, come previsto dall'art. 35 del Codice della Navigazione. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti che rivendicavano diritti su un terreno in base a un vecchio atto di legittimazione per uso civico del 1936, ritenendolo inidoneo a modificare la natura demaniale marittima del suolo.
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