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Dazio Doganale

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23 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sconti sul formaggio costano caro: no alla prescrizione dazi doganali
Un'azienda importatrice di formaggi perde il diritto a un trattamento doganale agevolato perché, dopo lo sdoganamento, ha ricevuto sconti che hanno abbassato il prezzo della merce sotto la soglia minima consentita. L'Agenzia delle Dogane ha quindi richiesto il pagamento dei dazi pieni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei dazi doganali si allunga se l'Amministrazione sospetta un reato e lo comunica all'autorità giudiziaria entro i termini ordinari. Non è necessario che il procedimento penale si concluda con una condanna. La semplice denuncia tempestiva è sufficiente per interrompere i termini e consentire il recupero delle somme, anche a distanza di anni. L'azienda ha perso il ricorso.
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Rapporto OLAF: piena prova per i dazi doganali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7848/2024, ha confermato la piena valenza probatoria del rapporto OLAF in un caso di recupero di dazi doganali. Una società importatrice aveva beneficiato di dazi ridotti dichiarando un'origine errata per le merci. A seguito di un'indagine OLAF, l'Agenzia delle Dogane ha recuperato le maggiori imposte. La Corte ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che le risultanze OLAF costituiscono piena prova fino a prova contraria, che deve essere fornita dal contribuente. È stato inoltre chiarito che la buona fede dell'importatore non è sufficiente per l'esenzione dal pagamento, essendo necessario dimostrare un errore attivo e non rilevabile da parte dell'autorità doganale.
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Valenza probatoria OLAF: la Cassazione decide sui dazi
Una società importatrice si è opposta a un avviso di recupero di dazi doganali, emesso a seguito di indagini che contestavano l'origine dichiarata delle merci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'atto impositivo basato sulle risultanze investigative. L'ordinanza sottolinea l'elevata valenza probatoria OLAF, chiarendo che spetta al contribuente fornire la prova contraria. Viene inoltre precisato che la semplice buona fede dell'importatore non è sufficiente per l'esenzione dai dazi se non si dimostra un errore attivo e riconoscibile dell'autorità doganale.
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