Una modella ha citato in giudizio uno scultore per molestie sul lavoro, subite durante una sessione di posa. Il Tribunale del Lavoro di Milano ha condannato l'artista a un risarcimento di 57.500 euro per danno non patrimoniale, ritenendo che il contatto fisico imposto alla donna andasse ben oltre le necessità artistiche, configurando un abuso. La decisione ha valorizzato le testimonianze di altre vittime, che hanno rivelato un comportamento seriale da parte dell'artista, e ha stabilito che un generico consenso al contatto fisico non può mai giustificare le molestie sessuali.
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