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Danno Eurounitario

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56 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Abuso Contratti a Termine: Ministero condannato per precariato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la continua assunzione di insegnanti di religione con contratti annuali, per un periodo superiore a tre anni, costituisce un **abuso contratti a termine**. Anche se per questi docenti esistono regole speciali, il Ministero non può usarle per coprire posti vacanti e stabili con personale precario. La Corte ha respinto il ricorso del Ministero, confermando il diritto degli insegnanti a ricevere un risarcimento del danno. La sentenza chiarisce che l'abuso non porta alla trasformazione automatica del contratto in tempo indeterminato, ma obbliga l'amministrazione a risarcire economicamente il lavoratore per il danno subito a causa della precarietà prolungata.
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Reiterazione contratti a termine: risarcimento docenti
Il Tribunale di Milano ha condannato il Ministero dell'Istruzione per l'abusiva reiterazione contratti a termine nei confronti di un docente di religione. Dopo oltre dieci anni di supplenze annuali senza l'indizione di concorsi, il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno eurounitario, quantificandolo in dieci mensilità dell'ultima retribuzione.
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Risarcimento Danno Pubblico Impiego: No Conversione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i dipendenti pubblici con contratti a termine illegittimi non hanno diritto alla conversione in rapporto a tempo indeterminato, ma possono ottenere il risarcimento danno pubblico impiego. La richiesta di risarcimento è considerata implicita in quella di conversione, quando quest'ultima è legalmente impossibile.
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Abuso contratti a termine: risarcimento docenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10455/2024, ha stabilito un importante principio in materia di abuso contratti a termine nel settore scolastico. La Suprema Corte ha chiarito che la disciplina speciale per i docenti di religione impedisce l'applicazione delle sanatorie previste dalla legge sulla 'Buona Scuola' (L. 107/2015). Di conseguenza, la reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato dà sempre diritto al risarcimento del danno, anche qualora il docente venga successivamente assunto a tempo indeterminato tramite concorso. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento, è stata annullata con rinvio.
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Somministrazione a termine PA: Danno senza 36 mesi
La Corte di Cassazione stabilisce che l'abuso della somministrazione a termine PA si configura con la sola violazione dei requisiti di temporaneità, dando diritto al risarcimento del danno anche se non si superano i 36 mesi di contratto. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato il risarcimento basandosi solo sulla durata. La Cassazione cassa la sentenza e rinvia, affermando che la mancanza di cause eccezionali è sufficiente a provare l'illecito.
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Risarcimento docenti precari: la Cassazione decide
La Cassazione conferma il diritto al risarcimento per docenti precari di religione con contratti a termine reiterati illegittimamente. La Corte ha stabilito che una procedura di assunzione straordinaria, se selettiva e non automatica, non costituisce una misura sanante idonea a escludere il risarcimento del danno.
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Risarcimento danno precariato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una docente al risarcimento del danno per l'illegittima reiterazione di contratti a termine per quasi 27 anni. La Corte ha stabilito che una procedura di assunzione straordinaria, essendo di natura selettiva e non garantendo l'impiego, non costituisce una misura adeguata a sanare l'abuso subito. Pertanto, il Ministero dell'Istruzione è stato condannato a versare il risarcimento danno precariato, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Incarichi dirigenziali a termine: limiti e tutele
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dirigente pubblico con una serie di contratti a tempo determinato. La Corte ha stabilito che gli incarichi dirigenziali a termine non possono essere rinnovati all'infinito per coprire esigenze stabili dell'amministrazione, riconoscendo il diritto al risarcimento del danno in caso di abuso. Ha tuttavia escluso che un dirigente esterno possa partecipare a selezioni interne riservate al personale di ruolo e che lo svolgimento di fatto di mansioni superiori dia automaticamente diritto a una retribuzione maggiore.
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Incarichi dirigenziali a termine: limiti e tutele
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27189/2025, si è pronunciata sul tema degli incarichi dirigenziali a termine nel pubblico impiego. Il caso riguardava alcuni dirigenti assunti da un ente previdenziale con contratti a tempo determinato rinnovati per oltre un decennio. La Corte ha stabilito che la disciplina speciale dell'art. 19, comma 6, del D.Lgs. 165/2001 non autorizza un uso illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze stabili e permanenti. Superati i limiti massimi di durata (triennali o quinquennali), la reiterazione dei contratti è abusiva e dà diritto al lavoratore a un risarcimento del danno, pur non comportando la conversione del rapporto a tempo indeterminato. La Corte ha invece escluso l'esistenza di una durata minima triennale per questi incarichi.
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Omissione contributiva: risarcimento anche generico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di omissione contributiva. Se da un lato la stabilizzazione del lavoratore precario esclude il diritto al risarcimento del cosiddetto danno eurounitario, dall'altro non preclude l'azione per i danni derivanti dalla mancata regolarizzazione dei contributi. La Corte ha chiarito che il lavoratore può agire con una domanda di condanna generica contro il datore di lavoro anche prima del raggiungimento dell'età pensionabile, senza la necessità di coinvolgere l'ente previdenziale nel giudizio.
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Contratti a termine docenti: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione di contratti a termine per i docenti di religione cattolica, per un periodo superiore a tre anni senza l'indizione di un concorso triennale, costituisce un abuso. Tale abuso non dà diritto alla conversione del rapporto in tempo indeterminato, ma al risarcimento del cosiddetto danno eurounitario. La Suprema Corte ha cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva negato l'abuso, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Stabilizzazione precari: stop al risarcimento danni
Un docente del settore AFAM aveva ottenuto un risarcimento per l'abuso nella reiterazione di contratti a termine. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la successiva assunzione a tempo indeterminato del lavoratore (stabilizzazione precari) può sanare l'illecito, escludendo il diritto al risarcimento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per verificare se esista un nesso causale tra i contratti precari e la successiva stabilizzazione, un fattore che il giudice deve valutare anche d'ufficio.
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Blocco stipendi PA: no a risarcimenti per il 2010-2015
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano un risarcimento per il blocco degli stipendi imposto tra il 2010 e il 2015. La Corte ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale (n. 178/2015), pur dichiarando illegittimo il protrarsi del blocco, ha avuto l'effetto di ripristinare la procedura di contrattazione collettiva, ma non ha creato un diritto automatico a recuperare le mancate progressioni economiche o a ottenere specifici aumenti. Il blocco stipendi PA è stato considerato una misura temporanea e proporzionata, giustificata dalla grave crisi finanziaria e dalla necessità di contenere la spesa pubblica, senza violare il principio di una retribuzione equa e sufficiente.
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Abuso contratti a termine: docenti e risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20274/2025, ha stabilito che la reiterazione di contratti a termine per i docenti di religione per oltre tre anni scolastici, senza un concorso, costituisce un abuso contratti a termine. Sebbene non dia diritto alla conversione del rapporto in tempo indeterminato, l'abuso fonda il diritto del docente a ottenere un risarcimento del danno, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto legittima tale pratica.
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Abuso contratti a termine: risarcimento per docenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione di contratti a tempo determinato per i docenti di religione, protratta per oltre un triennio, costituisce un abuso. Sebbene non sia prevista la conversione del rapporto in tempo indeterminato, i docenti hanno diritto al risarcimento del danno per l'illegittimo utilizzo della contrattazione a termine da parte del Ministero dell'Istruzione. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, che aveva negato tale diritto, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione del risarcimento dovuto.
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Reiterazione contratti a termine: diritti dei docenti
Il Tribunale di Milano ha sentenziato a favore di un docente di religione, riconoscendo l'illegittimità della reiterazione dei contratti a termine per un periodo superiore a tre anni senza l'indizione di concorsi. La sentenza stabilisce il diritto del docente a un risarcimento del danno, quantificato in 11 mensilità, e all'ottenimento della Carta Docente per gli anni scolastici non goduti. La decisione si fonda sull'interpretazione della normativa nazionale alla luce del diritto europeo e della giurisprudenza della Corte di Cassazione, che sanziona l'abuso della precarietà quando lo Stato non offre concrete possibilità di stabilizzazione.
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