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Danno Da Demansionamento

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Danno da demansionamento: prova e risarcimento
Un dipendente, dopo aver svolto mansioni dirigenziali, subisce un demansionamento. La Cassazione interviene sul caso, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova e i criteri di liquidazione del danno da demansionamento. Si specifica che spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adibito il lavoratore a mansioni corrette. Viene inoltre affrontata la questione del risarcimento del danno professionale, distinguendolo dalla perdita di chance, e si statuisce sulla necessità di accertare la soggettività giuridica dei fondi di previdenza complementare prima di poter decidere sulla relativa domanda di contribuzione.
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Danno da demansionamento: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una lavoratrice per danno da demansionamento, chiarendo che il pregiudizio non è mai automatico (in re ipsa). La sentenza sottolinea che il lavoratore ha l'onere di allegare e provare in modo specifico e non generico il danno professionale, biologico o morale subito, altrimenti la domanda di risarcimento non può essere accolta.
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Danno da demansionamento: come provarlo in giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20427/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva un risarcimento per danno da demansionamento. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la sola privazione delle mansioni non è sufficiente a generare un diritto automatico al risarcimento. Il lavoratore ha l'onere di allegare in modo specifico, fin dal primo atto del giudizio, i pregiudizi concreti subiti (professionali, esistenziali, ecc.). Nel caso di specie, il ricorso iniziale conteneva solo affermazioni generiche, impedendo al giudice di valutare l'esistenza di un danno effettivo tramite prova presuntiva.
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Danno da demansionamento: risarcibile la perdita del turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che la perdita economica derivante dalla mancata percezione dell'indennità per il lavoro notturno, se conseguenza diretta di un illegittimo demansionamento, costituisce un danno patrimoniale risarcibile. Il caso riguarda un lavoratore che, dopo anni di lavoro su turni notturni, è stato assegnato a mansioni inferiori sul turno diurno, subendo una notevole decurtazione dello stipendio. La Corte ha chiarito che non si tratta di un 'diritto acquisito' al turno, ma del risarcimento per una perdita causata da un comportamento illecito del datore di lavoro, cassando la sentenza d'appello che aveva negato tale risarcimento.
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