Il caso riguarda la consegna di un cittadino all'autorità giudiziaria di Cipro in esecuzione di un mandato di arresto europeo per truffa contrattuale commessa nel 2011. Il Ricercato, arrestato in Italia, ha impugnato la decisione sostenendo l'applicabilità della vecchia normativa, che richiedeva la verifica dei gravi indizi di colpevolezza, e lamentando il rischio di trattamenti inumani nelle carceri cipriote. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che si applica la legge vigente al momento della ricezione del mandato (post-riforma del 2021), la quale esclude il controllo italiano sugli indizi di colpevolezza. Inoltre, le rassicurazioni individuali fornite da Cipro escludono violazioni dei diritti fondamentali. Di conseguenza, la consegna del Ricercato è stata confermata.
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