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Custode Giudiziario

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165 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Arricchimento senza causa: no se immobile pignorato
Una società sublocatrice ha agito contro la subconduttrice per un importo a titolo di ingiustificato arricchimento, dopo che la sua pretesa per canoni di locazione era stata respinta a causa di un pignoramento sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione di arricchimento senza causa non è ammissibile in questo contesto. Il diritto di riscuotere i canoni o l'indennità di occupazione di un bene pignorato spetta esclusivamente al custode giudiziario. Di conseguenza, il locatore non subisce alcun impoverimento e non può agire contro l'inquilino, il cui obbligo di pagamento è verso la procedura esecutiva e non verso il locatore stesso.
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Custode giudiziario: legittimazione e limiti in giudizio
Una società agricola, conduttrice di un fondo, si opponeva alla risoluzione per morosità del contratto di affitto, eccependo un difetto di contraddittorio e la nullità di alcune clausole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo il ruolo del custode giudiziario nel processo. È stato stabilito che il custode agisce come sostituto processuale dell'esecutato, detenendo la piena legittimazione a stare in giudizio (ad processum) per le azioni relative ai beni in custodia, rendendo non necessaria una separata citazione del soggetto pignorato. Inoltre, la Corte ha ribadito che la sottoscrizione del contratto da parte dei rappresentanti sindacali è prova sufficiente dell'effettiva assistenza richiesta dalla legge per i patti in deroga.
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Oneri condominiali pignoramento: no prededuzione
Un condominio ha richiesto che i suoi crediti per oneri condominiali, maturati dopo il pignoramento di un'unità immobiliare, fossero pagati in prededuzione, ovvero prima del credito ipotecario di una banca. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che l'istituto della prededuzione è applicabile solo alle procedure concorsuali (come il fallimento) e non alle esecuzioni forzate individuali. In quest'ultimo caso, gli oneri condominiali pignoramento possono essere considerati spese di giustizia con privilegio solo se indispensabili per la conservazione materiale del bene, a vantaggio di tutti i creditori.
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Revoca sequestro giudiziario: l’accordo tra le parti
Con l'ordinanza N.R.G. 4812/2024 del 01/07/2025, il Tribunale di Ancona, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha disposto la revoca del sequestro giudiziario su una quota del 40% del capitale di una società. La decisione scaturisce da un accordo transattivo raggiunto tra le parti e dalla conseguente richiesta congiunta di revoca della misura cautelare, ritenendo superflua la fissazione di un'udienza.
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Spese custodia pignoramento: come opporsi?
La Cassazione Civile, con la sentenza n. 34751/2019, chiarisce i rimedi per contestare la liquidazione delle spese custodia pignoramento. Un creditore si era opposto, ai sensi dell'art. 170 T.U. Spese di Giustizia, al provvedimento che gli addebitava i costi del custode, sostenendo dovessero gravare sul debitore. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale strumento serve solo a contestare il 'quantum' (l'importo), non il soggetto obbligato. Per quest'ultima questione, lo strumento corretto è l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.).
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