LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Curatore Fallimentare

Pagina 42 di 40

870 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inopponibilità transazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa all'inopponibilità della transazione stipulata da una società poi fallita. Il curatore fallimentare aveva richiesto la restituzione di una somma, contestando la causa del pagamento. La Suprema Corte ha rilevato che la motivazione della corte d'appello era intrinsecamente illogica e contraddittoria, avendo confuso i presupposti dell'azione per simulazione con quelli per la ripetizione di indebito. Questa confusione ha portato a un'errata applicazione delle norme sulla data certa e sulla posizione del curatore, rendendo necessaria la cassazione con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Attendibilità bilanci: la prova contro il fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due ex soci contro il fallimento della loro S.r.l. La Corte ha stabilito che i bilanci prodotti per dimostrare la solvibilità non erano sufficienti, data la loro dubbia attendibilità. I documenti erano stati redatti e depositati solo dopo la sentenza di fallimento e non erano supportati da prove adeguate a giustificare una drastica riduzione del debito. La sentenza ribadisce che il giudice ha il potere di valutare l'attendibilità dei bilanci, che non costituiscono prova legale assoluta.
Continua »
Bancarotta fraudolenta documentale: il dolo specifico
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta documentale, sottolineando che non è sufficiente la mancata consegna delle scritture contabili. È necessario dimostrare il 'dolo specifico', ovvero l'intento preciso di danneggiare i creditori o trarre un profitto illecito. La sentenza chiarisce che le dichiarazioni rese al curatore fallimentare restano prove valide, ma la motivazione sull'elemento psicologico del reato deve essere rigorosa e non presunta.
Continua »
Ammissione al passivo: rinuncia parziale al privilegio
Un comune chiedeva l'ammissione di un credito tributario al passivo di un fallimento. Durante il giudizio di opposizione, rinunciava al privilegio per la parte del credito relativa alle sanzioni. Il Tribunale, tuttavia, ammetteva l'intero credito in via privilegiata. La Cassazione ha corretto questa decisione, stabilendo che la modifica della domanda da privilegiata a chirografaria costituisce una lecita rinuncia parziale e non una modifica inammissibile della domanda, accogliendo così la richiesta originaria del creditore. Il caso chiarisce i limiti del principio di immutabilità della domanda nell'ambito dell'ammissione al passivo.
Continua »
Subentro contratto fallimento: la volontà del curatore
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il subentro contratto fallimento. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prosecuzione di una fornitura energetica dopo la dichiarazione di fallimento non implica automaticamente il subentro del curatore nel contratto. Se le azioni del curatore, come la pianificazione di un nuovo contratto a condizioni diverse, dimostrano una volontà contraria, il rapporto originario deve considerarsi sciolto. Il silenzio del curatore di fronte a una richiesta del creditore rafforza questa interpretazione, escludendo la prededucibilità del credito anteriore.
Continua »
Giudicato esterno: limiti di applicazione nei tributi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti di applicazione del cosiddetto 'giudicato esterno' nelle controversie tributarie. Una società aveva ottenuto l'annullamento di avvisi di accertamento basandosi su una precedente sentenza favorevole relativa ad annualità fiscali diverse, ma fondata sullo stesso verbale di constatazione. La Corte ha stabilito che l'efficacia vincolante di una sentenza precedente non si estende automaticamente a periodi d'imposta successivi. È necessario che gli elementi della controversia siano di natura permanente e non fatti che variano di anno in anno, come ricavi e costi. La Corte ha quindi cassato la decisione del giudice di merito, che aveva applicato il giudicato esterno in modo acritico, rinviando la causa per una nuova valutazione.
Continua »
Compenso coadiutore fallimentare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito i criteri per il calcolo del compenso del coadiutore fallimentare. Nel caso esaminato, due professionisti avevano richiesto un onorario basato sulle tariffe professionali per una perizia svolta per la curatela. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando l'incarico come attività di ausiliario del curatore e non come prestazione d'opera professionale autonoma. Di conseguenza, ha confermato l'applicazione delle tariffe giudiziali, inferiori a quelle professionali, poiché l'attività era finalizzata al perseguimento degli scopi istituzionali della procedura concorsuale.
Continua »
Accordo compenso curatore: quando è vincolante?
Un avvocato aveva pattuito un compenso forfettario con il curatore di un fallimento. Il giudice delegato, tuttavia, liquidava una somma inferiore, decisione confermata in sede di reclamo. La Corte di Cassazione ha cassato il provvedimento, chiarendo che l'accordo compenso curatore, se stipulato in forma scritta, è vincolante. La Corte ha precisato che l'accettazione scritta del curatore può essere validamente contenuta anche nella procura difensiva rilasciata all'avvocato, se in essa si fa espresso riferimento al preventivo.
Continua »
Azione revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
Un creditore avvia un'azione revocatoria per annullare delle vendite immobiliari. La società debitrice fallisce e la curatela subentra nel processo. La Cassazione conferma che l'azione prosegue a beneficio di tutti i creditori, senza che la domanda si modifichi, e corregge il calcolo delle spese legali, che va basato sul valore del credito e non su quello degli immobili.
Continua »
Valutazione attivo fallimentare: cosa conta?
Una società immobiliare ha contestato la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo che il suo patrimonio fosse inferiore alla soglia legale a causa della svalutazione di un immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la valutazione attivo fallimentare, ai fini della verifica dei presupposti di fallibilità, deve basarsi sul criterio contabile del costo storico iscritto in bilancio, e non sul valore di mercato attuale del bene.
Continua »
Risoluzione contratto e fallimento: la Cassazione decide
Una società immobiliare chiede la risoluzione di un contratto di vendita per inadempimento dell'acquirente, che successivamente fallisce. Sorge un conflitto giurisprudenziale: la causa per la risoluzione del contratto e fallimento deve proseguire in sede ordinaria o essere trasferita interamente al tribunale fallimentare? La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato il contrasto tra i propri orientamenti e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva che chiarisca la sorte delle azioni giudiziarie pendenti al momento della dichiarazione di fallimento.
Continua »
Domanda di risoluzione e fallimento: la sorte del rito
Una società venditrice di un immobile cita in giudizio la società acquirente per inadempimento, chiedendo la risoluzione del contratto. Prima della conclusione del giudizio, la società acquirente fallisce. La società venditrice prosegue la sua azione in sede fallimentare. La Curatela del fallimento si oppone, sostenendo l'inammissibilità della domanda in quella sede. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla questione, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per stabilire se la domanda di risoluzione debba proseguire nel giudizio ordinario o essere interamente assorbita dalla procedura fallimentare.
Continua »
Clausola compromissoria fallimento: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola compromissoria nel fallimento quando il curatore agisce per recuperare crediti relativi a prestazioni già eseguite dalla società prima della dichiarazione di fallimento. Anche se la controparte deve insinuare i propri controcrediti nel passivo fallimentare, la domanda principale del curatore può essere decisa in sede arbitrale, confermando la separazione delle sedi di giudizio.
Continua »
Compenso curatore fallimentare: divisione e motivi
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un curatore revocato sulla ripartizione del compenso curatore fallimentare. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale che ha suddiviso il compenso unico tra i due professionisti succedutisi, basandosi sull'attività concretamente svolta da ciascuno.
Continua »
Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso straordinario inammissibile presentato da un legale contro il provvedimento di un tribunale fallimentare. La decisione verteva sul mancato pagamento di un compenso da parte del curatore. La Corte ha stabilito che il provvedimento impugnato, riguardando un atto di gestione del curatore e non un diritto soggettivo in via definitiva, manca dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per questo tipo di ricorso.
Continua »
Compenso coadiutore fallimentare: le regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista che contestava la liquidazione del suo compenso come coadiutore fallimentare. L'ordinanza chiarisce che per le attività di supporto al curatore (come la consulenza contabile e fiscale), il giudice può legittimamente utilizzare il criterio a tempo (vacazioni) anziché quello a percentuale. Questa scelta è considerata una valutazione di merito, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata, e si giustifica per la difficoltà di determinare un "valore della controversia" e per la necessità di proporzionare il compenso a quello del curatore.
Continua »
Domanda tardiva: quando il ritardo è imputabile?
Una società, promissaria acquirente di un immobile, ha presentato una domanda tardiva di insinuazione al passivo nel fallimento della società venditrice, che nel frattempo aveva venduto lo stesso bene a terzi. La ricorrente sosteneva che il ritardo non fosse a lei imputabile, poiché il contratto preliminare era sospeso in attesa delle decisioni del curatore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto al risarcimento era sorto e divenuto esigibile al momento della vendita al terzo, ovvero prima del fallimento. Di conseguenza, il ritardo di quasi dieci anni nella presentazione della domanda è stato considerato ingiustificato e imputabile al creditore.
Continua »
Ricorso straordinario: inammissibile se non decisorio
Due promissari acquirenti hanno presentato un ricorso straordinario contro un decreto che autorizzava un curatore fallimentare a registrare un trasferimento immobiliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che tale rimedio è valido solo contro atti decisori che incidono su diritti soggettivi, e non contro provvedimenti meramente ordinatori come quello in esame.
Continua »
Contraddittorio preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione analizza un caso di accertamento fiscale a una società fallita. L'ordinanza si concentra sulla violazione del contraddittorio preventivo, chiarendo che il contribuente deve fornire una 'prova di resistenza', dimostrando quali argomentazioni avrebbe presentato. La Corte accoglie parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame sulla base dei principi stabiliti.
Continua »
Legittimazione del fallito: può impugnare l’avviso?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della legittimazione del fallito nell'impugnare atti tributari. L'ordinanza analizza il caso di una società che, nonostante il parere contrario del curatore, ha contestato un avviso di accertamento. La Corte ha stabilito che la legittimazione del fallito sussiste non solo in caso di inerzia del curatore, ma anche a fronte di una sua esplicita rinuncia. Vengono inoltre precisati gli oneri probatori del contribuente in caso di motivazione per relationem e violazione del contraddittorio.
Continua »