LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Curatela Del Fallimento

Pagina 3 di 3

46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risarcimento del danno parziale: no attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il ricorrente chiedeva l'applicazione dell'attenuante per avvenuto risarcimento del danno, ma la Corte ha stabilito che un accordo transattivo parziale e non integralmente saldato prima del dibattimento non è sufficiente. Il risarcimento del danno, per giustificare una riduzione di pena, deve essere completo e avvenire prima dell'apertura del processo di primo grado.
Continua »
Notifica difensore: quando è valida quella d’ufficio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il caso verteva su un presunto vizio procedurale legato alla notifica al difensore. La Corte ha stabilito che la notifica al legale d'ufficio è valida se effettuata prima della nomina di un avvocato di fiducia, cristallizzando la situazione processuale al momento dell'emissione dell'avviso.
Continua »
Azione revocatoria subacquirente: estensione domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un'azione revocatoria, il curatore fallimentare può estendere la domanda anche al subacquirente, ovvero a chi ha acquistato il bene in un secondo momento. Il caso riguardava una complessa catena di vendite immobiliari iniziata da una società garante, poi fallita. La Corte ha chiarito che l'intervento del curatore permette di ampliare l'azione contro tutti gli acquirenti successivi per tutelare i creditori, senza che ciò costituisca una domanda nuova e inammissibile. L'ordinanza conferma la validità dell'azione revocatoria subacquirente promossa dalla curatela fallimentare.
Continua »
Bancarotta fraudolenta extraneus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un soggetto che, pur esterno alla società fallita, ne ha determinato il dissesto. Attraverso la creazione di una nuova società, l'imputato ha ottenuto finanziamenti bancari poi sistematicamente dirottati per sanare i debiti di altre aziende del suo gruppo, svuotando il patrimonio della nuova entità a danno dei creditori. La sentenza rigetta la tesi dei vantaggi di gruppo, sottolineando come ogni operazione debba essere valutata nell'interesse della singola società.
Continua »
Giudice delegato: la competenza del collegio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sull'opposizione ai provvedimenti del giudice delegato, nell'ambito delle misure di prevenzione, spetta al tribunale in composizione collegiale e non al singolo giudice. Il caso riguardava il rigetto di un'istanza presentata da una curatela fallimentare. La Suprema Corte ha annullato il provvedimento del giudice delegato, affermando che l'opposizione va trattata come incidente di esecuzione per garantire un doppio grado di giudizio e una piena tutela giurisdizionale.
Continua »
Azione revocatoria: quando la vendita è a rischio?
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare effettuata da un amministratore di una società poi fallita. L'azione revocatoria è stata accolta poiché la vendita, avvenuta a un prezzo irrisorio (1/3 del valore di mercato) a una persona legata al debitore, pregiudicava le ragioni dei creditori. La Corte ha ribadito che per agire è sufficiente una 'plausibile ragione di credito', non un credito già accertato, e che la consapevolezza del danno può essere desunta da molteplici indizi, come i legami familiari e il prezzo di vendita.
Continua »