Due società italiane, dopo aver investito in Croazia e aver subito un contenzioso fiscale, hanno chiesto allo Stato italiano di coprire le spese legali per un arbitrato internazionale contro la Croazia. La loro richiesta si basava sull'accordo bilaterale italo-croato. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo un principio chiave sulla tutela investimenti all'estero: l'accordo obbliga lo Stato che ospita l'investimento (la Croazia) a fornire mezzi di tutela efficaci, ma non obbliga lo Stato di origine dell'investitore (l'Italia) a finanziare le sue azioni legali. Di conseguenza, le società hanno perso la causa e lo Stato italiano non deve pagare alcun risarcimento.
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