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Criteri Sussidiari

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indici secondari utilizzati dal giudice per determinare la natura subordinata di un rapporto di lavoro, quando l'assoggettamento al potere direttivo non è evidente. Esempi includono la continuità del rapporto, l'orario fisso e la fornitura di strumenti da parte del datore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rapporto di lavoro subordinato: senza prove il lavoratore perde
Un muratore ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato e il pagamento delle differenze retributive nei confronti di un'impresa edile. La Corte d'Appello ha respinto la domanda a causa della genericità dei testimoni sull'effettivo datore di lavoro, sugli orari e sulle mansioni svolte in un cantiere con più ditte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore. I giudici hanno chiarito che stabilire se sussista un rapporto di lavoro subordinato spetta esclusivamente al giudice di merito. La Cassazione non può rivalutare le prove se la motivazione della sentenza precedente è logica e coerente. Di conseguenza, il lavoratore perde la causa e deve pagare un ulteriore contributo unificato.
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Determinazione del corrispettivo dell’appalto: paga il giudice
Un'impresa edile ha richiesto il pagamento di lavori extra appalto eseguiti su una proprietà privata. La Corte d'appello aveva negato il compenso poiché l'impresa non aveva provato le ore di lavoro effettive pattuite "in economia". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che la mancata prova delle ore lavorate non cancella il diritto al compenso se le opere sono state effettivamente realizzate. In questi casi, per la determinazione del corrispettivo dell'appalto si applica l'articolo 1657 del codice civile: il giudice deve quantificare il valore economico dei lavori eseguiti utilizzando criteri sussidiari, tariffe o usi locali, senza rigettare la domanda. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Valore in dogana: Fisco bocciato sui prezzi tra aziende collegate
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'azienda importatrice contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Dogane. L'Agenzia aveva ricalcolato i dazi basandosi su una propria banca dati, ritenendo che il prezzo di acquisto fosse troppo basso perché la vendita avveniva tra società dello stesso gruppo. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il legame tra le parti non è di per sé sufficiente a scartare il prezzo pagato. L'autorità doganale, se ha dubbi, deve seguire una rigida sequenza di metodi alternativi per determinare il corretto **valore in dogana** e non può basarsi unicamente su dati interni. La decisione precedente è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Lavoro subordinato: i criteri per mansioni semplici
La Corte di Cassazione ha stabilito che per qualificare un rapporto di lavoro subordinato, specialmente in presenza di mansioni elementari e ripetitive come il facchinaggio, non è sufficiente basarsi sulla natura stessa della prestazione. È necessario che il giudice di merito valuti attentamente i criteri sussidiari (continuità, orario, compenso, organizzazione) quando il potere direttivo del datore non è palese. L'ordinanza ha cassato la decisione della corte d'appello che aveva omesso tale approfondita analisi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Lavoro subordinato: quando si configura? Il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, riconoscendo l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato per una dipendente di un'agenzia di money transfer. Nonostante la datrice di lavoro sostenesse si trattasse di un rapporto autonomo, i giudici hanno dato peso ai cosiddetti 'criteri sussidiari' come la continuità della prestazione, l'orario di lavoro fisso, l'uso di strumenti e credenziali aziendali e l'esercizio del potere gerarchico, ritenendoli decisivi per qualificare il rapporto come lavoro subordinato.
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