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Costruzione

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37 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Volume tecnico: quando è costruzione per le distanze?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rampa garage coperta, che fuoriesce dal terreno, non può essere considerata un semplice volume tecnico irrilevante ai fini delle distanze legali. Il caso riguardava una disputa tra vicini in cui uno aveva costruito una rampa a ridosso del confine. I giudici di merito avevano escluso la violazione, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, precisando che qualsiasi opera non completamente interrata, dotata di solidità e utilizzabilità, rientra nel concetto di "costruzione" e deve rispettare le distanze previste dai regolamenti. La Corte ha ribadito che la nozione di volume tecnico è riservata solo a opere prive di autonomia funzionale, destinate a contenere impianti serventi.
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Distanza tra costruzioni: tenda è costruzione?
Una società di gestione patrimoniale ha installato una grande tenda retrattile dotata di una complessa e fissa struttura metallica. I proprietari degli appartamenti vicini hanno intrapreso un'azione legale, sostenendo che l'opera violasse le normative sulla distanza tra costruzioni. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi di giudizio precedenti, ha stabilito che, a causa della sua struttura permanente e della creazione di nuovo volume, la tenda doveva essere considerata una "costruzione" a tutti gli effetti. Di conseguenza, era tenuta a rispettare le distanze legali minime dalle vedute dei vicini. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
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Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
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Nozione di costruzione: anche un telo è una costruzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una struttura composta da un telo scuro e paletti metallici, se stabilmente ancorata al suolo, rientra nella nozione di costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze legali previste dall'art. 907 c.c. rispetto alle vedute dell'edificio vicino. Il ricorso del proprietario, che sosteneva la natura precaria e facilmente amovibile della struttura, è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Distanze tra costruzioni: il muro di contenimento
La Corte di Cassazione affronta un caso di violazione delle distanze tra costruzioni a causa di un muro di contenimento. La sentenza stabilisce che un muro che sostiene un terrapieno artificiale è una 'costruzione' a tutti gli effetti e deve rispettare le normative. Viene inoltre affermata la nullità di qualsiasi accordo privato che deroghi alle norme inderogabili del piano regolatore locale, in quanto poste a tutela dell'interesse pubblico.
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Distanze costruzioni: la piscina va arretrata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna alla demolizione di una piscina e del relativo muro di contenimento costruiti in violazione delle distanze dal confine. La sentenza chiarisce che una piscina, anche se parzialmente interrata ma dotata di solidità e stabilità, rientra nella nozione di 'costruzione' ai fini del rispetto delle distanze legali. Le norme locali possono solo aumentare tali distanze, non derogare alla definizione civilistica. Pertanto, le eccezioni previste dal piano urbanistico comunale per piscine 'inserite nella morfologia del terreno' non si applicano a strutture realizzate con terrapieni artificiali e opere in cemento armato, che devono rispettare le norme sulle distanze costruzioni.
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Distanze legali: un balcone è sempre costruzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 239/2024, ha chiarito che, ai fini del rispetto delle distanze legali, un balcone va sempre considerato come 'costruzione'. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che sostenevano la natura di 'camminamento' della loro opera, affermando che ciò che conta è lo stato di fatto dell'immobile al momento della decisione, rendendo irrilevanti sia i permessi di costruire ottenuti sia eventuali future modifiche per sanare l'illecito.
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Distanze legali costruzioni: il terrapieno è opera?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un terrapieno artificiale, realizzato a copertura di un garage parzialmente interrato, deve essere considerato una costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali tra proprietà. La sentenza chiarisce che qualsiasi opera non completamente interrata, dotata di solidità e stabilità, rientra nella nozione di costruzione. La Corte d'Appello aveva erroneamente limitato la sua analisi al solo muro di confine, ignorando la natura complessiva dell'intervento edilizio. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Distanze legali: quando un balcone è costruzione?
Una disputa tra vicini su sopraelevazioni e balconi arriva in Cassazione. La Corte stabilisce un principio chiave sulle distanze legali: un balcone profondo 1,39 metri non può essere considerato meramente ornamentale, ma costituisce un corpo di fabbrica da includere nel calcolo delle distanze. La sentenza della Corte d'Appello, che lo aveva escluso, è stata annullata con rinvio.
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Distanze legali: muro di contenimento è costruzione
Una società edilizia costruisce un muro di contenimento sul confine, violando, secondo la vicina, le norme sulle distanze legali. La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito, qualificando il muro come 'costruzione' soggetta al rispetto delle distanze, in quanto sostiene un terrapieno artificiale e funge da parete per un garage. L'ordinanza chiarisce anche che il principio 'iura novit curia' permette al giudice di applicare la norma corretta senza che ciò costituisca una 'decisione a sorpresa', purché non si alterino i fatti di causa.
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Distanza tra costruzioni: le barriere antirumore
Un proprietario immobiliare ha contestato l'installazione di barriere antirumore da parte di un Comune, sostenendo la violazione della normativa sulla distanza tra costruzioni. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che qualsiasi manufatto stabile e di notevole consistenza, come una barriera antirumore, rientra nella nozione di 'costruzione' se idoneo a creare intercapedini pregiudizievoli, a prescindere dalla creazione di nuovo volume. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Distanze tra costruzioni: muro di confine o edificio?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulle distanze tra costruzioni, chiarendo la differenza tra un semplice muro di cinta e una costruzione vera e propria. L'ordinanza stabilisce che un muro alto più di tre metri e strutturalmente collegato a un edificio preesistente non è un muro di cinta e deve essere rispettato nelle distanze legali per le nuove edificazioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Distanze legali: i balconi vanno calcolati?
Un'impresa edile costruisce troppo vicino al confine, sostenendo che un piano urbanistico prevedesse una strada e che i balconi non dovessero essere contati. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che le previsioni urbanistiche non modificano la proprietà privata e che i balconi non meramente decorativi rientrano nel calcolo delle distanze legali, poiché la normativa nazionale prevale su quella locale.
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Distanze tra costruzioni: il muro di confine è opera edile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19686/2025, ha chiarito la distinzione tra muro di cinta e 'costruzione' ai fini delle distanze legali. Nel caso esaminato, la costruzione di un garage parzialmente interrato, con un muro di contenimento a ridosso del confine, è stata qualificata come 'costruzione' soggetta alle normative sulle distanze tra costruzioni. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, confermando le decisioni dei giudici di merito che ne avevano ordinato l'arretramento, stabilendo che un'opera con funzione di contenimento del terreno non può essere considerata un semplice muro di cinta e deve rispettare le distanze previste dall'art. 873 c.c. e dai regolamenti locali.
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Sagoma edificio: chiudere una terrazza è nuova costruzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la chiusura di una terrazza preesistente, con l'aggiunta di pareti vetrate e copertura, costituisce una nuova costruzione e non rientra nel concetto di sagoma edificio preesistente. Tale intervento, aumentando il volume e modificando il profilo dell'immobile, deve rispettare le distanze minime dal confine previste dai regolamenti locali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che, applicando erroneamente il principio del "vuoto per pieno", aveva ritenuto l'opera legittima.
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Distanze tra costruzioni: muro e terrapieno
La Corte di Cassazione ha stabilito che un muro di sostegno per un terrapieno deve essere considerato a tutti gli effetti una 'costruzione' e, come tale, è tenuto al rispetto delle distanze legali previste dai regolamenti locali. Nel caso esaminato, i proprietari di un fondo avevano edificato un muro in violazione delle norme sulle distanze tra costruzioni, sostenendo che queste si applicassero solo agli 'edifici'. La Corte ha respinto questa interpretazione, affermando che la nozione di costruzione è ampia e include qualsiasi manufatto stabile. È stata inoltre respinta la domanda riconvenzionale per una servitù di passaggio, poiché mirava a legalizzare un'opera illegittima e il fondo non risultava comunque intercluso.
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Distanza pannelli fotovoltaici: la guida della Corte
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per l'installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, sostenendo la violazione delle distanze legali, del decoro architettonico e la creazione di problemi igienici. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, confermando la decisione di primo grado. La motivazione principale è che i pannelli, data la loro minima sporgenza e il posizionamento, non costituiscono una "costruzione" ai sensi dell'art. 907 c.c. e, soprattutto, non ostacolano in modo concreto e apprezzabile il diritto di veduta, aria e luce del vicino. Pertanto, la regola sulla distanza dei pannelli fotovoltaici non è stata violata.
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