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Costituzione

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ultrattività del mandato e termini di appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'improcedibilità di un appello per tardiva costituzione, ribadendo il principio di ultrattività del mandato. Nel caso di specie, il ricorrente aveva tentato di notificare l'appello al difensore della controparte, il quale aveva rifiutato l'atto a causa del decesso della propria assistita. La Suprema Corte ha stabilito che tale rifiuto è ingiustificato se la morte non è stata dichiarata formalmente in udienza. Di conseguenza, la prima notifica deve considerarsi valida, facendo decorrere il termine di dieci giorni per l'iscrizione a ruolo della causa.
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Inammissibilità appello tributario: termini e regole
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento relativo a maggiori redditi d'impresa. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'inammissibilità appello tributario poiché la società si era costituita in giudizio con un ritardo di oltre un anno e otto mesi rispetto al termine di trenta giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che il termine per la costituzione dell'appellante è perentorio e la sua violazione non è sanabile, nemmeno se la controparte si costituisce regolarmente. La Corte ha chiarito che tale rigore non viola i principi del giusto processo né la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, essendo funzionale alla certezza dei rapporti giuridici.
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Improcedibilità del ricorso: la rinuncia tacita
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale. In Cassazione, non si è costituito depositando il ricorso. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Applicando la nuova procedura accelerata, ha interpretato il silenzio del ricorrente come rinuncia, dichiarando estinto il procedimento e condannandolo alle spese.
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Tassazione servitù prediale: l’8% è l’aliquota giusta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23512 del 2024, ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù prediale su un terreno agricolo è soggetto all'imposta di registro con aliquota dell'8% e non del 15%. La decisione chiarisce che la costituzione di un diritto reale non equivale a un trasferimento di proprietà. La corretta tassazione della servitù prediale si basa quindi sulla natura dell'atto, che crea un nuovo diritto limitando quello del proprietario, senza trasferire beni o diritti esistenti da un soggetto a un altro.
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Imposta registro servitù: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23494/2024, ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù su un terreno agricolo è soggetto all'imposta di registro con l'aliquota prevista per gli atti costitutivi di diritti reali di godimento (8%) e non a quella più onerosa per i trasferimenti di terreni agricoli (15%). La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra "costituzione" e "trasferimento" di un diritto. La servitù non viene trasferita ma creata ex novo, comprimendo il diritto di proprietà del fondo servente. Questa pronuncia consolida un importante principio sull'imposta registro servitù.
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