La Corte d'Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado in un caso di contestazione bollette acqua, rigettando le richieste di un utente contro le società fornitrici. La decisione ribadisce un principio fondamentale: in caso di consumi ritenuti anomali, spetta all'utente dimostrare che l'eccesso non è a lui imputabile, una volta che la società ha provato il corretto funzionamento del contatore. L'utente non è riuscito a provare né un presunto accordo transattivo né che l'anomalia dei consumi fosse dovuta a fattori esterni al suo controllo.
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