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Corte D'Appello

57 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La corte d'appello nell'ordinamento giudiziario italiano è un organo giurisdizionale competente a decidere sulle impugnazioni contro le sentenze pronunciate in primo grado dal tribunale ordinario e dal tribunale per i minorenni. La sua competenza è limitata a una circoscrizione territoriale denominata "distretto". La disciplina della corte d'appello è principalmente contenuta nel R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario), che dedica a essa il Capo IV del Titolo II.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso in Cassazione: Domanda Respinta, la Sfida Continua
Il Ricorrente ha presentato un ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma, che aveva respinto la sua domanda iniziale. Questo ricorso in Cassazione mira a contestare la decisione precedente. L'ordinanza registra la proposizione del ricorso, ma il dispositivo finale della Cassazione non è specificato nel testo fornito.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione blocca l’appello penale
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva già ridotto la sua pena per reati penali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo è avvenuto perché la sentenza impugnata rientrava in una categoria (Art. 599 bis c.p.p.) per la quale la legge non prevede ulteriori ricorsi. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa alla cassa delle ammende, a causa dell'evidente infondatezza del suo ricorso inammissibile.
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Falsa Identità: Ricorso Penale Inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato per falsa dichiarazione di identità (Art. 495 c.p.) dopo aver fornito dati falsi alla polizia, sebbene la sua vera identità fosse poi accertata. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, ritenendo che le sue argomentazioni fossero mere doglianze di fatto, già valutate dai giudici precedenti.
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Furto Aggravato: La Prescrizione del Reato Annulla la Condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato. I ricorrenti hanno sollevato diverse questioni, tra cui l'intervenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha accertato che, prima ancora che la Corte d'Appello pronunciasse la sua sentenza, era già scaduto il termine per la prescrizione del reato. Per questo motivo, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Questo significa che i due imputati non subiranno alcuna pena per il reato contestato.
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Ricorso Penale Inammissibile: Motivazione Pena non Basta alla Cassazione
La Corte d'Appello aveva ridotto la pena per un Cittadino. Quest'ultimo ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la motivazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso penale inammissibile. Ha ribadito che i vizi sulla motivazione della pena non sono impugnabili in Cassazione, a meno che la sanzione non sia illegale. Il ricorso era basato solo sulla presunta inadeguatezza della motivazione, non sulla illegalità della pena. Il Cittadino ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Giustizia Non Esamina il Merito
Due individui, Il Ricorrente 1 e Il Ricorrente 2, erano stati condannati per reati come rapina e lesioni. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, riducendo la pena. Entrambi hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il Ricorrente 1 ha rinunciato al suo ricorso, rendendolo inammissibile. Il Ricorrente 2 ha presentato un ricorso personalmente dopo l'entrata in vigore di nuove norme procedurali, violando i requisiti di legge e rendendo anche il suo ricorso inammissibile. La Corte ha quindi dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale** per entrambi, condannandoli al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: condanna per violenza confermata
Un individuo, condannato per reati di violenza e lesioni personali, ha presentato ricorso in Cassazione. L'Imputato contestava la sua responsabilità, l'aggravante applicata e la misura della pena. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto che le contestazioni fossero mere doglianze di fatto, non vizi di diritto, e che la Corte d'Appello avesse motivato correttamente. La quantificazione della pena rientrava nella discrezionalità del giudice. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile per minacce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per Resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato contestava l'identificazione e la natura delle sue azioni, sostenendo una mera resistenza passiva. La Corte ha confermato la validità dell'identificazione, avvenuta in pieno giorno e da parte di agenti che conoscevano l'imputato. Ha inoltre ribadito che le sue azioni costituivano vere e proprie minacce, non semplici espressioni ostili, dirette a turbare i pubblici ufficiali. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Quando l’Appello non convince la Cassazione
Un individuo ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna emessa dalla Corte d'Appello, contestando presunte violazioni di legge e difetti di motivazione sulla sua responsabilità penale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni generiche e manifestamente infondate. La decisione della Corte d'Appello, infatti, era stata formulata con logica lineare e coerente, basandosi su un'esauriente analisi delle prove. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza di presentare un ricorso con motivazioni specifiche e ben fondate per evitare un ricorso inammissibile.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la genericità costa cara
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva riqualificato un fatto contestato e ridotto la sua pena a due mesi di arresto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso penale inammissibile. Il Lavoratore aveva basato il suo ricorso sulla presunta mancanza di motivazione della sentenza d'appello. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto i motivi addotti troppo generici, constatando che la Corte d'Appello aveva già fornito una motivazione completa. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Ricorso penale inammissibile: la Cassazione sui limiti del concordato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un imputato. L'imputato aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello che aveva ridotto la sua pena per rapina e lesioni, ottenuta tramite concordato in appello. Il ricorso contestava solo la motivazione della sentenza, ma la Cassazione ha ribadito che, per le sentenze derivanti da concordato, i motivi di ricorso sono limitati a specifiche violazioni procedurali o a sanzioni illegali. La semplice censura della motivazione non rientra tra i motivi ammissibili, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile penale: quando l’appello non basta
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Bologna, che lo aveva ritenuto responsabile per la detenzione di sostanze illecite. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile penale. La decisione si basa su due punti: la difesa non ha adeguatamente supportato l'asserita inutilizzabilità delle prove e la qualificazione del fatto, data la quantità delle sostanze e le modalità dell'azione, non permetteva di considerare l'ipotesi lieve sostenuta. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Prescrizione del reato: Coltello e pistola a salve, condanna annullata
Un Lavoratore era stato condannato per aver portato senza giustificato motivo un coltello a serramanico e una pistola a salve. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che il reato era estinto per intervenuta prescrizione. I fatti risalivano al 25/7/2016 e il termine per la prescrizione del reato era scaduto il 25/7/2021. La decisione ha quindi assolto il Lavoratore per decorrenza dei termini.
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Riciclaggio: la prescrizione estingue il reato, annullata la condanna
Un individuo era stato condannato per il reato di riciclaggio. La Corte d'Appello di Roma aveva confermato questa condanna. Tuttavia, la Procura Generale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato si era estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il termine massimo di prescrizione per il riciclaggio, calcolato dalla data del fatto (26/05/2006) e includendo un periodo di sospensione, era scaduto prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Ricorso Penale Inammissibile: Imputato vs Nuova Legge
Un Lavoratore, condannato per reati legati alla droga, ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Questo perché la legge del 2017 ha eliminato la possibilità per l'imputato di ricorrere personalmente, richiedendo la firma di un avvocato. La firma del difensore per autenticare quella del Lavoratore non è stata sufficiente. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Annullamento senza rinvio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40366/2024, ha disposto l'annullamento senza rinvio di un provvedimento, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Messina. Questa decisione, presa per motivi procedurali, chiude una fase del processo senza necessità di un nuovo giudizio di merito, evidenziando un'ipotesi specifica di intervento della Suprema Corte.
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Conflitto di competenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il GUP di Napoli e la Corte d'Appello di Trieste, sorto a causa di un doppio procedimento per lo stesso reato di evasione IVA a carico di una contribuente. La Corte ha stabilito la competenza della Corte d'Appello di Trieste, poiché il relativo giudizio si trovava in uno stadio più avanzato, avendo già superato la fase in cui è possibile eccepire l'incompetenza territoriale. Questo principio prevale quando le contestazioni sono del tutto sovrapponibili.
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Ricorso in Cassazione: Analisi Ordinanza Penale
Analisi di un'ordinanza della Corte di Cassazione relativa a un ricorso in Cassazione proposto da un privato contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. Il documento attesta l'avvio del procedimento di legittimità, senza entrare nel merito della questione. Si tratta di un atto interlocutorio che registra le parti e l'oggetto dell'impugnazione.
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Ricorso in Cassazione: Analisi di un’Ordinanza Penale
Analisi di un'ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione in ambito penale. Il caso riguarda un ricorso in Cassazione proposto da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Il documento formalizza la decisione presa in udienza, identificando le parti e il provvedimento impugnato, senza però entrare nel merito delle motivazioni, che saranno depositate successivamente.
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Ricorso in Cassazione: Analisi Ordinanza Penale
La Suprema Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso in Cassazione proposto da un imputato contro una sentenza emessa da una Corte d'Appello. L'ordinanza si limita a documentare l'avvio del procedimento di legittimità, indicando le parti e il collegio giudicante, senza entrare nel merito della questione o della decisione finale.
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