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Corruzione Propria

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Corruzione in carcere: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per corruzione in carcere e altri reati. Il caso riguarda l'introduzione illecita di telefoni cellulari e droga in un istituto penitenziario da parte di un agente di polizia penitenziaria. La Corte ha stabilito che fornire droga all'agente come contropartita, garantendogli un approvvigionamento sicuro e con pagamenti dilazionati, costituisce un'utilità che integra il reato di corruzione e non un semplice spaccio.
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Corruzione per l’esercizio della funzione: la Cassazione
Un caso di corruzione per l'esercizio della funzione che ha coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori. In cambio di posti di lavoro e pagamenti preferenziali per i loro parenti, un sottufficiale e un impiegato comunale hanno fornito favori e informazioni a due fratelli. La Corte di Cassazione ha riqualificato il reato da "corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio" a quello meno grave, poiché non è stato provato un atto illecito specifico, ma piuttosto un "asservimento" generale delle loro funzioni pubbliche. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Incaricato di pubblico servizio: no per lo steward
La Cassazione ha stabilito che lo steward addetto al controllo biglietti non riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio. La sua attività è materiale e priva di poteri autoritativi. Di conseguenza, è stata annullata la condanna per corruzione emessa nei confronti di uno steward che aveva permesso l'ingresso a tifosi senza biglietto in cambio di denaro.
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Corruzione propria: quando il ricorso è inammissibile
Un commercialista viene condannato per corruzione propria e rivelazione di segreto d'ufficio per aver agito da intermediario tra imprenditori e pubblici ufficiali. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicando i motivi inammissibili perché miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza conferma che un ricorso generico e frammentario, che non si confronta con la logica della decisione impugnata, non può essere accolto.
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Prescrizione del reato: Cassazione e corruzione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di corruzione e associazione per delinquere legato ad appalti di una amministrazione militare. La sentenza annulla diverse condanne per intervenuta prescrizione del reato, a seguito della riqualificazione di alcune fattispecie. In particolare, la Corte ha distinto tra corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione, evidenziando come la mancanza di prova di un nesso diretto tra il pagamento e uno specifico atto illecito porti alla fattispecie meno grave, con termini di prescrizione più brevi. La decisione sottolinea anche l'impossibilità di configurare il favoreggiamento reale verso un'associazione criminale mentre questa è ancora operativa.
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Corruzione propria: prescrizione e confisca del prezzo
La Corte di Cassazione ha annullato per intervenuta prescrizione le condanne per corruzione propria a carico di tre imputati. La sentenza è rilevante perché, pur dichiarando l'estinzione dei reati, chiarisce importanti principi di diritto. In particolare, ha riqualificato una delle condotte corruttive e ha annullato la confisca di una somma di denaro, stabilendo che non si può confiscare al corruttore il "prezzo" del reato se questo è stato versato a un terzo e non è entrato nel suo patrimonio.
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Corruzione e prescrizione: la confisca sopravvive
La Corte di Cassazione ha annullato per prescrizione la condanna di un funzionario di Polizia Locale per corruzione. Nonostante l'estinzione del reato, la Corte ha confermato la confisca della somma di denaro ritenuta profitto illecito. La sentenza chiarisce che in tema di corruzione e prescrizione, la confisca del profitto, intesa come misura di sicurezza, sopravvive all'annullamento della condanna quando l'impugnazione è ritenuta infondata nel merito.
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Corruzione propria: la Cassazione sui doveri d’ufficio
Un pubblico ufficiale, responsabile dell'ufficio di stato civile, è stato condannato per corruzione propria per aver accelerato e omesso controlli su pratiche di cittadinanza per stranieri in cambio di denaro da un'intermediaria. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che un atto contrario ai doveri d'ufficio non è solo un atto illegale, ma anche quello che viola i principi di imparzialità e correttezza. La Corte ha inoltre corretto la pena accessoria applicata all'intermediaria, ritenendola illegale secondo la legge vigente all'epoca dei fatti.
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Corruzione propria: quando l’atto è contrario ai doveri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un direttore dell'Agenzia delle Entrate, confermando la sua condanna per corruzione propria e truffa. L'imputato aveva interferito in una verifica fiscale a favore di una società, ricevendo in cambio documenti falsi per ottenere rimborsi spese indebiti. La sentenza chiarisce che la corruzione propria si configura anche con atti formalmente regolari ma che violano i doveri di imparzialità, come l'esercizio di pressioni informali sfruttando la propria posizione gerarchica.
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Corruzione: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un assessore comunale e due imprenditori condannati per corruzione. La Corte ha annullato senza rinvio la condanna per associazione per delinquere a carico dell'assessore, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Per le accuse di corruzione, la sentenza è stata annullata con rinvio, poiché la Corte d'Appello dovrà motivare in modo più approfondito la distinzione tra corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.) e corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.).
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