Un cittadino del Bangladesh, in Italia da 14 anni, si è visto negare la protezione speciale dal Tribunale sulla base di una documentazione lavorativa ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per valutare l'integrazione sociale ai fini della protezione speciale, il giudice non può limitarsi a considerare un recente e breve contratto di lavoro, ma deve condurre un'analisi complessiva e approfondita dell'intero percorso di vita del richiedente nel territorio nazionale, inclusa la lunga permanenza e i legami sociali creati.
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