La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3475/2024, ha affrontato il caso di due soggetti in custodia cautelare per usura ed estorsione aggravate. Anziché giudicare nel merito il loro ricorso, ha disposto la conversione dell'appello cautelare. La Corte ha stabilito che il mezzo di impugnazione corretto non era il ricorso per cassazione, bensì l'appello dinanzi al Tribunale del riesame, come previsto dall'art. 310 c.p.p. Pertanto, ha riqualificato l'atto e trasmesso gli atti all'autorità competente, applicando il principio di conversione del mezzo di impugnazione errato sancito dall'art. 568, comma 5, c.p.p.
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