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Controdichiarazione

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92 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Trascrizione Revocatoria: Chi trascrive prima vince
Una società creditrice agisce con azione revocatoria contro un atto di retrocessione immobiliare gratuito. I debitori si oppongono eccependo una simulazione del precedente atto di acquisto. La Corte di Cassazione stabilisce che, in materia immobiliare, la priorità della trascrizione è decisiva: avendo il creditore trascritto per primo la domanda revocatoria, la simulazione, sebbene provata, non gli è opponibile. La Corte afferma il principio della prevalenza della pubblicità immobiliare per la risoluzione dei conflitti.
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Prova simulazione: ricorso inammissibile in Cassazione
Un creditore ha ottenuto la dichiarazione di 'simulazione assoluta' per una vendita immobiliare effettuata dal proprio debitore. Il ricorso in Cassazione del debitore è stato respinto perché inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che i creditori possono utilizzare qualsiasi mezzo di prova, incluse le presunzioni, per dimostrare la natura fittizia di un atto. Inoltre, ha specificato che il ricorso è inammissibile quando mira a una nuova valutazione dei fatti già confermata da due gradi di giudizio ('doppia conforme') senza rispettare precisi requisiti procedurali.
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Produzione documenti appello: limiti e divieti
Un figlio ha contestato la vendita di una sua quota immobiliare, effettuata dal padre in qualità di suo rappresentante a favore della nuova moglie. L'attore sosteneva che la vendita fosse simulata. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ammettendo nuove prove documentali del pagamento del prezzo prodotte solo in secondo grado. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, ribadendo il rigoroso divieto di produzione documenti in appello, come stabilito dall'art. 345 c.p.c. dopo la riforma del 2012. I nuovi documenti sono ammissibili solo se la parte dimostra l'impossibilità di produrli prima per causa non imputabile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Simulazione prezzo: quietanza valida senza prova scritta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15097/2025, chiarisce i limiti probatori in tema di simulazione prezzo nelle compravendite immobiliari. La Corte ha stabilito che la quietanza di pagamento inserita nel rogito notarile ha valore di confessione e non può essere superata da prove testimoniali o presunzioni. Per dimostrare che il prezzo pagato è diverso da quello dichiarato, tra le parti è necessaria una controdichiarazione scritta. La sentenza ha quindi cassato la decisione di merito che aveva ritenuto provata la simulazione sulla base di dichiarazioni rese a terzi, riaffermando il rigore formale richiesto dalla legge in materia contrattuale.
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Simulazione relativa e cessione di quote: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli acquirenti di quote di una società immobiliare che sostenevano una simulazione relativa volta a mascherare una compravendita immobiliare. La Corte ha stabilito che il contratto definitivo di cessione delle quote prevale su qualsiasi accordo preliminare e che, in appello, le domande non espressamente riproposte si intendono abbandonate. La richiesta di rimborso per oneri condominiali, legata all'accertamento della simulazione, è stata quindi respinta.
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Simulazione Assoluta: Prova e Conseguenze Giuridiche
Una parte ha intentato una causa per far dichiarare la simulazione assoluta di una vendita immobiliare, sostenendo che fosse fittizia e finalizzata a proteggere il bene da un creditore. La domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, ribadendo che la prova della simulazione tra le parti richiede un atto scritto (controscrittura) e che non è possibile modificare i fatti a fondamento della domanda a processo inoltrato.
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Simulazione relativa: la controdichiarazione vale?
La Corte di Cassazione conferma che una scrittura privata, anche se priva dell'indicazione del prezzo, può validamente fungere da controdichiarazione per dimostrare una simulazione relativa in una compravendita immobiliare. Nel caso di specie, le parti avevano stipulato atti pubblici di vendita per alcuni terreni, ma un accordo privato coevo ne escludeva una parte. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società acquirente, stabilendo che la controdichiarazione è un atto di accertamento la cui validità si desume dal contesto e dalla volontà delle parti, non richiedendo i requisiti formali di un contratto di vendita.
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Redditometro e prova contraria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento basato sul redditometro. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'acquisto di beni sproporzionati al reddito dichiarato. Il contribuente non è riuscito a provare che i fondi provenissero da una donazione dissimulata, confermando che l'onere della prova contraria grava su di lui.
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Interposizione fittizia: prova scritta necessaria
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una moglie che chiedeva di riconoscere un immobile, formalmente intestato ai suoceri, come parte della comunione dei beni. L'ordinanza ribadisce un principio fondamentale: per provare l'interposizione fittizia in una compravendita immobiliare, è indispensabile una prova scritta che dimostri la partecipazione all'accordo simulatorio non solo dell'acquirente reale e di quello fittizio, ma anche del venditore.
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Onere della prova nella ripetizione di indebito
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21340/2025, ha chiarito i principi sull'onere della prova nell'azione di ripetizione di indebito. Nel caso esaminato, un'erede chiedeva la restituzione di somme versate dalla defunta a dei parenti. Questi ultimi sostenevano che i pagamenti fossero giustificati, ad esempio come restituzione di un prezzo immobiliare simulato. La Corte ha stabilito che spetta al convenuto, che riceve il pagamento, dimostrare l'esistenza di una causa giustificativa. L'attore deve solo provare il pagamento e allegare la mancanza di causa. La semplice allegazione di una giustificazione da parte del convenuto non è sufficiente a invertire l'onere della prova. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata per aver erroneamente applicato questo principio.
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Risoluzione e caparra: la Cassazione chiarisce
In un caso di contratto preliminare immobiliare, la Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra risoluzione e caparra. La Corte ha stabilito che una parte che chiede la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni non può ottenere anche il doppio della caparra, rimedio previsto per il diverso istituto del recesso. Viene inoltre ribadito che la prova della simulazione del prezzo tra le parti richiede un atto scritto.
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Scrittura privata compravendita: vale come vendita?
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il valore di una scrittura privata di compravendita immobiliare in una disputa familiare. La Corte ha stabilito che, se il testo manifesta la volontà di trasferire immediatamente il bene, il contratto è definitivo e non preliminare. Di conseguenza, l'azione per l'accertamento dell'autenticità delle firme è imprescrittibile. La Corte ha rigettato l'appello della venditrice, che sosteneva la natura preliminare dell'atto e la simulazione, confermando il trasferimento di proprietà al compratore.
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