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Contratti A Termine

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46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratti a termine e limite 36 mesi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel calcolo della durata massima di 36 mesi per i contratti a termine, devono essere inclusi anche i rapporti di lavoro stipulati prima dell'introduzione di tale limite. La decisione mira a prevenire l'abuso derivante dalla reiterazione di contratti a tempo determinato, affermando che la finalità anti-abuso della normativa prevale sulla legge specifica in vigore al momento della stipula di ogni singolo contratto. Il caso riguardava un lavoratore di un ente teatrale che, dopo una lunga successione di contratti, si è visto riconoscere il superamento del limite legale.
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Contratti a termine: calcolo dei 36 mesi e abusi
La Cassazione chiarisce il calcolo del limite massimo per i contratti a termine. Anche i rapporti di lavoro precedenti alla riforma del 2001 vanno computati per verificare il superamento dei 36 mesi, al fine di prevenire l'abuso di contratti a termine successivi. La sentenza cassa la decisione d'appello e condanna un ente teatrale al risarcimento del danno in favore della lavoratrice.
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Contratti a termine: la Cassazione fa chiarezza
L'appello di una musicista per la conversione dei suoi contratti a termine in un posto a tempo indeterminato è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha confermato la validità dei contratti, ritenendo le causali sufficientemente specifiche e confermando l'effetto di un precedente giudicato su una parte del rapporto di lavoro. È stata inoltre chiarita la normativa sulla rappresentanza legale delle fondazioni pubbliche.
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Contratti a termine: calcolo dei 36 mesi e abuso
Una lavoratrice del settore artistico ha visto riconosciuto l'abuso nella reiterazione di contratti a termine da parte di un ente teatrale pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il calcolo del limite massimo di 36 mesi, devono essere considerati tutti i contratti precedenti, anche quelli stipulati sotto la vigenza di normative passate. La violazione di tale limite non comporta la conversione del rapporto per il settore pubblico, ma dà diritto al risarcimento del danno.
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Contratti a termine: calcolo del limite di 36 mesi
Un musicista, assunto con una serie di contratti a termine dal 1997, ha visto riconosciuto il suo diritto al risarcimento per il superamento del limite massimo di 36 mesi. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo della durata complessiva, devono essere considerati anche i rapporti di lavoro precedenti all'entrata in vigore del D.Lgs. 368/2001. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e, decidendo nel merito, ha confermato la condanna dell'ente teatrale al risarcimento del danno, riaffermando il principio della lotta all'abuso dei contratti a termine anche nel settore pubblico e artistico.
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Contratti a termine: la Cassazione sulle fondazioni
Un lavoratore di una fondazione lirico-sinfonica ha contestato la legittimità di una serie di contratti a termine, chiedendone la conversione in un rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che anche per le fondazioni liriche, soggette a una disciplina speciale, la mera regolarità formale non basta. È necessario che il datore di lavoro provi l'esistenza di ragioni oggettive, tecniche, produttive o organizzative che giustifichino la natura temporanea del rapporto, in linea con la normativa europea sui contratti a termine.
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