La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12376/2024, ha stabilito che l'anzianità dei docenti precari deve essere pienamente riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, equiparandola a quella dei docenti di ruolo. La Corte ha chiarito che l'assenza del titolo di abilitazione non costituisce una 'ragione oggettiva' per giustificare una disparità di trattamento retributivo. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione sancito dalla direttiva europea 99/70/CE, sottolineando che ciò che conta è la sostanziale identità delle mansioni svolte e non i requisiti formali, garantendo così la corretta valutazione dell'esperienza maturata.
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