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Contiguità

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27 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Proroga 41-bis: i criteri dopo l’assoluzione
La Cassazione annulla un'ordinanza di proroga 41-bis per un detenuto assolto dal reato associativo mafioso. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione basata su altre condanne e sulla mera 'contiguità' al clan, sottolineando la necessità di una prova concreta della persistente capacità di collegamento con l'organizzazione criminale.
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Responsabilità da incendio: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della proprietaria di un terreno per i danni causati da un incendio partito dal suo fondo e propagatosi a un terreno non confinante. La Corte ha stabilito che la responsabilità da incendio ex art. 2051 c.c. non richiede la contiguità fisica tra i fondi, ma solo un nesso causale tra l'origine del fuoco e il danno.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata?
La Corte di Cassazione conferma il diniego alla riparazione per ingiusta detenzione a una donna assolta dall'accusa di spaccio. La sua condotta, pur non provando un concorso nel reato, è stata ritenuta gravemente colposa e indicativa di una 'contiguità' con l'attività illecita del compagno, precludendo così il diritto al risarcimento.
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Furto in garage: quando è furto in abitazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un furto in garage costituisce furto in abitazione (art. 624-bis c.p.) anche se il box non è fisicamente collegato all'abitazione principale. Ciò che conta è il vincolo funzionale, ovvero la destinazione del garage a servizio durevole della casa. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato che, avendo rubato una bicicletta da un box situato in un'altra via, sosteneva si trattasse di furto semplice, procedibile solo a querela. La sentenza conferma che la nozione di pertinenza non richiede contiguità fisica, ma un legame di servizio tra i beni.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata?
Un soggetto, assolto dall'accusa di associazione mafiosa, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sua 'colpa grave' ha contribuito a generare il sospetto che ha portato all'arresto. Le sue frequentazioni e la sua contiguità con ambienti criminali, pur non costituendo reato, hanno creato una falsa apparenza di colpevolezza, escludendo così il diritto all'indennizzo.
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Permesso premio: contiguità con la mafia non provata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava un permesso premio a un detenuto in ergastolo. La decisione del Tribunale di Sorveglianza si basava su una presunta contiguità del soggetto alla criminalità organizzata, desunta da elementi generici e non circostanziati forniti dalle forze dell'ordine. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione carente e incoerente, sottolineando la necessità di prove concrete e attuali per giustificare la pericolosità sociale, a fronte di un percorso detentivo positivo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Colpa grave e ingiusta detenzione: quando non spetta
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a una persona assolta, ritenendo sussistente la colpa grave. La sua consapevole vicinanza alle attività illecite del compagno, pur senza partecipazione diretta al reato, ha integrato la condotta ostativa al risarcimento, secondo l'art. 314 c.p.p.
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