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Consulente Tecnico

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un professionista esperto in una determinata materia (medica, ingegneristica, etc.) che viene nominato dal giudice o dal Pubblico Ministero per fornire valutazioni tecniche necessarie a risolvere una causa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: inammissibilità ricorso penale per tardività
Un Conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con un alto tasso alcolemico e ha causato un incidente. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la confisca del veicolo non di sua proprietà, la mancata audizione di un consulente tecnico della difesa e l'omessa applicazione della particolare tenuità dell'offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, ritenendo le contestazioni infondate o sollevate tardivamente. Il Conducente dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Diniego vs. Diritto: L’Accesso atti persona offesa in Cassazione
La Cassazione ha annullato l'ordinanza del G.I.P. di Pavia che aveva negato l'accesso atti persona offesa. Nel caso di un omicidio, i familiari della vittima avevano chiesto, tramite il loro consulente tecnico, di esaminare prove (video, dati cellulare) già acquisite dalla Procura. Il G.I.P. aveva dichiarato inammissibile la richiesta, interpretando restrittivamente l'Art. 233 c.p.p. La Suprema Corte ha invece stabilito che la persona offesa rientra nella categoria delle "parti private". Pertanto, il suo consulente tecnico ha pieno diritto di accedere ed esaminare le prove sequestrate, garantendo così la parità processuale.
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Omicidio colposo stradale: la Cassazione respinge il ricorso
Un automobilista è stato condannato per il reato di omicidio colposo stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza alcolica a seguito di un violento incidente. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, contestando la ricostruzione della dinamica del sinistro formulata dal consulente tecnico e chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità quando la motivazione dei gradi precedenti risulta logica, coerente e fondata su rilievi scientifici inconfutabili. L'automobilista perde il ricorso, vede confermata la condanna definitiva e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Guida in stato di ebbrezza: Appello inammissibile, la Cassazione conferma
Un Lavoratore, condannato per guida in stato di ebbrezza (Art. 186 C.d.S.) a seguito di un sinistro, ha visto la sua pena ridotta in appello. Ha poi presentato ricorso in Cassazione, contestando l'accertamento dell'ebbrezza avvenuto a distanza di tempo e la valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le contestazioni fossero una mera reiterazione di motivi già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva fornito una motivazione sufficiente, basandosi sugli elementi sintomatici, le modalità del sinistro e il referto alcolemico, in assenza di dati specifici forniti dalla difesa sull'assunzione di alcolici.
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Rinuncia al ricorso? Causa l’inammissibilità ricorso incidentale
La Corte di Cassazione affronta un caso nato dalla contestazione delle parcelle di alcuni consulenti tecnici nominati in un procedimento penale. Gli imputati, dopo aver impugnato la liquidazione dei compensi, hanno presentato ricorso in Cassazione ma, in seguito, vi hanno rinunciato. I consulenti, che a loro volta avevano presentato un 'contro-ricorso', hanno accettato la rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato estinto il ricorso principale. Di conseguenza, ha stabilito l'inammissibilità del ricorso incidentale dei consulenti, poiché la caduta del ricorso principale ha fatto venir meno il loro interesse a proseguire la causa. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Responsabilità consulente tecnico: quando è esente?
Un imprenditore, assolto da un'accusa basata su una perizia tecnica, cita in giudizio i consulenti per danni. La Cassazione chiarisce la responsabilità del consulente tecnico, rigettando il ricorso. La Corte stabilisce che non vi è colpa, e quindi nessuna responsabilità, se la valutazione del perito, sebbene smentita da una successiva, si fonda su criteri discrezionali e opinabili, piuttosto che su un errore tecnico manifesto.
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Responsabilità consulente tecnico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3917/2024, ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità consulente tecnico per una perizia negligente in un caso di omicidio. La Corte ha stabilito che il consulente del PM risponde direttamente dei danni verso le parti, anche per colpa lieve, e deve analizzare tutti i reperti inclusi nel suo mandato, indipendentemente dal loro formale sequestro. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Responsabilità consulente tecnico: quando è esclusa?
Un uomo, condannato per estorsione sulla base di una perizia fonica e poi assolto in appello grazie a una nuova perizia di esito opposto, ha citato per danni i consulenti tecnici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, escludendo la responsabilità del consulente tecnico. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcuna colpa, neanche lieve, nel loro operato e che la loro perizia non era l'unica causa della condanna, essendoci altri elementi probatori a carico dell'imputato.
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