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Conguaglio

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233 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Conguaglio bollette acqua: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito i limiti del conguaglio bollette acqua per periodi passati. La sentenza stabilisce che le richieste di adeguamento tariffario sono legittime solo se basate sulle regole in vigore al momento del consumo. Una nuova delibera dell'autorità di settore non può introdurre retroattivamente nuovi criteri di costo, ma può solo consentire la liquidazione di somme già dovute secondo il sistema tariffario precedente, tutelando così l'affidamento degli utenti.
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Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione ereditaria con conguaglio. Se un coerede riceve beni per un valore superiore alla sua quota, pagando un'eccedenza in denaro, questa operazione è considerata una vendita ai fini dell'imposta di registro. L'ordinanza analizza il caso di un immobile indivisibile assegnato ai coeredi con quota maggiore, i quali hanno versato un conguaglio agli altri. La Suprema Corte ha stabilito che sull'importo del conguaglio si applica l'aliquota degli atti traslativi (vendita) e non quella ridotta prevista per le divisioni, in base alla presunzione assoluta dell'art. 34 del D.P.R. 131/1986.
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Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una divisione ereditaria con conguaglio, l'assegnazione di un bene di valore superiore alla quota di diritto, anche se compensata da un pagamento in denaro, è tassata come una vendita per la parte eccedente. L'Agenzia delle Entrate aveva correttamente applicato l'imposta di registro proporzionale, anziché l'aliquota dell'1%, sulla differenza di valore. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, riaffermando il principio della presunzione legale assoluta di vendita per l'eccedenza.
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Retribuzione di risultato: quando è un diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21769/2025, ha stabilito che la retribuzione di risultato per i dirigenti pubblici non è un diritto automatico. L'erogazione è subordinata a precise condizioni: la fissazione di obiettivi, la verifica del loro raggiungimento e la definizione dei criteri di riparto tramite contrattazione integrativa. Nel caso esaminato, alcuni dirigenti ministeriali si sono visti negare il conguaglio richiesto perché questi presupposti non erano stati soddisfatti, con i fondi destinati a tale scopo che erano stati utilizzati per altri fini. La Corte ha chiarito che, in caso di inerzia della P.A., il lavoratore non può chiedere il pagamento diretto ma può agire per il risarcimento del danno.
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Canoni demaniali: la Cassazione sui conguagli
Una associazione sportiva ha contestato la richiesta di pagamento di un conguaglio sui canoni demaniali per il periodo 1989-2000, sostenendo il diritto a riduzioni e l'applicabilità di un condono. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la definitività dei canoni versati non sana gli usi non conformi della concessione, come l'ormeggio di imbarcazioni private. Inoltre, ha chiarito che il condono previsto dalla legge non si applica alle sanzioni per occupazione abusiva ma solo alle controversie sui criteri di calcolo dei canoni.
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Imposta di registro divisione: quando è vendita
La Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione immobiliare con conguaglio. L'eccedenza di valore assegnata a un condividente, rispetto alla sua quota di diritto, è soggetta all'imposta di registro come una vendita, secondo una presunzione assoluta. Negate anche le agevolazioni 'prima casa' per mancata dichiarazione.
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Rivalutazione monetaria: no all’automatismo
In un caso di espropriazione risalente al 1982, alcuni proprietari terrieri hanno richiesto la rivalutazione monetaria sul conguaglio dell'indennità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità costituisce un debito di valuta. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma deve essere richiesta e provata come 'maggior danno' subito a causa del ritardo nel pagamento, cosa che i ricorrenti non hanno fatto. La Corte ha anche chiarito che l'annullamento di un capo principale di una sentenza si estende ai capi accessori, come quello sulla rivalutazione, impedendo la formazione di un giudicato parziale.
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Preliminare di divisione: la firma di un solo coniuge
La Cassazione ha stabilito che un preliminare di divisione di un bene in comunione legale, anche se firmato da un solo coniuge, è valido. L'atto è solo annullabile dal coniuge non firmatario entro un anno dalla conoscenza, in applicazione dell'art. 184 c.c. La Corte ha cassato la decisione d'appello che lo riteneva inefficace.
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Motivazione della sentenza: quando è solo apparente?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello relativa alla divisione di un immobile. La decisione è stata cassata per vizio di motivazione della sentenza, in quanto i giudici di secondo grado si erano limitati a enunciare un principio di diritto astratto senza applicarlo al caso concreto, rendendo la loro motivazione meramente apparente e, di conseguenza, la sentenza nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Bene in comunione confiscato: la divisione è possibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il comproprietario di un bene, la cui altra quota è stata oggetto di confisca statale, ha il diritto di chiedere lo scioglimento della comunione. La confisca di una sola quota non estingue i diritti del terzo proprietario. Se il bene è divisibile in natura, si procede alla divisione. Se indivisibile, può essere interamente assegnato al comproprietario privato, previo accertamento della sua buona fede e pagamento di un conguaglio allo Stato per il valore della quota confiscata. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente negato la divisione basandosi su un presunto vincolo di destinazione pubblica del bene.
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Diritto di abitazione e divisione: la guida completa
In una causa di divisione ereditaria tra due fratelli e la loro matrigna, la Corte d'Appello ha stabilito principi cruciali. Il valore dell'immobile da dividere deve includere non solo il diritto di superficie ma anche il connesso diritto di riscatto per la piena proprietà. Viene confermato che il valore del diritto di abitazione del coniuge superstite va detratto dall'asse ereditario prima della divisione. Infine, l'immobile è stato assegnato alla vedova, derogando al criterio della quota maggioritaria per tutelare la sua esigenza abitativa.
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Scioglimento comunione: la divisione in natura
Il Tribunale di Brescia ha definito una causa di scioglimento della comunione tra coeredi, disponendo la divisione in natura di alcuni immobili. Basandosi su una consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.), il giudice ha assegnato alle parti attrici e alla parte convenuta porzioni distinte degli immobili, stabilendo un conguaglio in denaro a favore del convenuto per equilibrare il valore delle quote. La sentenza regola anche le servitù e compensa le spese legali.
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Divisione ereditaria: debiti e frutti tra coeredi
Un fratello appella una decisione riguardante la divisione ereditaria con la sorella, contestando il dovere di pagare per l'uso esclusivo di un immobile e un debito che la sorella vanta verso la massa. La Corte d'Appello respinge l'appello, confermando che nella divisione ereditaria si devono regolare tutti i rapporti di debito e credito tra coeredi, inclusi i frutti civili per l'uso esclusivo e i debiti pregressi. La sentenza di primo grado viene integralmente confermata.
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