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Confisca Allargata

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333 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Associazione mafiosa armata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di un gruppo di imputati condannati per reati tra cui associazione mafiosa armata e favoreggiamento. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi riguardanti il riconoscimento dell'aggravante delle armi, confermando la natura oggettiva di tale circostanza. Ha invece accolto parzialmente i ricorsi di altri imputati, annullando una parte della sentenza per violazione del divieto di 'reformatio in peius' nella determinazione della pena e revocando la condanna al pagamento delle spese di parte civile per altri due, in quanto già esclusa in una precedente fase del giudizio.
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Confisca allargata: è revocabile dopo la condanna?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca della confisca allargata di un'autovettura, disposta con sentenza divenuta definitiva. La Suprema Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui la confisca allargata, essendo una misura di sicurezza patrimoniale legata alla condanna, non può essere revocata dal giudice dell'esecuzione. L'unico rimedio esperibile, in presenza di nuove prove, è quello straordinario della revisione del giudicato.
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Revoca confisca: la prova nuova del terzo proprietario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una terza interessata che chiedeva la revoca confisca di alcuni immobili. La Corte ha stabilito che la documentazione presentata per dimostrare la proprietà anteriore al matrimonio con il condannato non costituiva 'prova nuova', in quanto già nota e non decisiva per superare la presunzione di illecita provenienza dei beni. La sentenza chiarisce i rigorosi requisiti per ottenere la revoca di un provvedimento di confisca definitivo.
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Confisca allargata: la prova della sproporzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata disposta su un buono postale di 373.000 euro, intestato alla moglie di un soggetto condannato per usura. La decisione si basa sulla notevole sproporzione tra il patrimonio della famiglia, stimata in circa 500.000 euro, e i redditi leciti dichiarati. La Corte ha ribadito che, in questi casi, spetta al condannato l'onere di dimostrare la provenienza lecita dei beni, e la semplice difficoltà di reperire documentazione a distanza di anni non è sufficiente a vincere la presunzione di illecita accumulazione.
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Confisca allargata: beni non restituiti dopo prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione di beni sequestrati. La Corte ha chiarito che, in caso di sequestro finalizzato alla confisca allargata per sproporzione (art. 240 bis c.p.), la prescrizione di alcuni dei reati presupposto non determina la restituzione dei beni, se persistono altre accuse e se il vincolo cautelare è giustificato dalla sproporzione tra il patrimonio dell'imputato e il suo reddito dichiarato.
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Prescrizione e confisca: evoluzione giurisprudenziale
I reati di un pubblico ufficiale sono dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello conferma due confische. La Cassazione si pronuncia sulla complessa relazione tra prescrizione e confisca, confermando la confisca dei beni sproporzionati come misura di sicurezza. Annulla con rinvio invece la confisca di 30.000 euro: se sarà provato essere il provento diretto del reato, resterà valida, altrimenti, essendo 'per equivalente', dovrà essere annullata per tutelare l'imputato da un'imprevedibile evoluzione giurisprudenziale sfavorevole.
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Sequestro preventivo confisca allargata: motivazione
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata per il reato di usura. La decisione si fonda su due vizi di motivazione: per uno degli indagati, la sproporzione tra reddito e tenore di vita era basata solo su post sui social network, senza una quantificazione dei costi e del valore dei beni. Per tutti gli indagati, il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, era stato giustificato in modo generico, facendo solo riferimento alla natura fungibile del denaro, senza indicare elementi concreti di rischio. La Corte rinvia al Tribunale per un nuovo esame.
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Ricorso per cassazione sequestro: quando è inammissibile
Una società tedesca ha presentato ricorso contro il sequestro di due auto di lusso, ritenute fittiziamente intestate e riconducibili a un indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il ricorso per cassazione sequestro è consentito solo per violazioni di legge e non per riesaminare i fatti. La decisione del tribunale inferiore, basata su intercettazioni, non presentava vizi di motivazione tali da giustificare l'intervento della Suprema Corte.
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Confisca allargata: quando è legittima post-condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata su beni sproporzionati rispetto al reddito, disposta dal giudice dell'esecuzione dopo una sentenza di patteggiamento per estorsione. La Corte ha stabilito che gli accertamenti patrimoniali sono validi anche se compiuti dopo la scadenza dei termini per le indagini preliminari e che tale misura non viola il principio del 'ne bis in idem', in quanto costituisce una misura di sicurezza autonoma e non una seconda pena.
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Confisca allargata: sproporzione reddito e beni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per spaccio e la relativa confisca allargata di un immobile. La Corte ha confermato che la sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato, accertata tramite indagini patrimoniali, è un presupposto sufficiente per la confisca, anche a fronte di generiche giustificazioni di proventi da lavoro 'in nero'.
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Confisca allargata: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro il sequestro preventivo di oltre 25.000 euro, finalizzato alla cosiddetta confisca allargata. La difesa sosteneva la provenienza lecita del denaro da vecchie compravendite immobiliari, ma la Corte ha stabilito che contestare la valutazione delle prove del giudice di merito non costituisce una 'violazione di legge', unico motivo valido per il ricorso in questa sede.
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Confisca allargata: onere della prova e sproporzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un provvedimento di confisca allargata di un terreno, formalmente intestato alla madre di un condannato. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione tra il valore del bene e i redditi del nucleo familiare, ritenendo irrilevanti le fonti di finanziamento alternative (prestiti, assicurazioni) che generano a loro volta debiti. La Corte ha inoltre chiarito la distinzione tra le contestazioni ammesse per il condannato (presupposti della misura) e quelle per il terzo intestatario (effettiva titolarità del bene).
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Confisca allargata: onere della prova sul terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30630/2025, ha annullato un'ordinanza di rigetto relativa a un'istanza di revoca di una confisca allargata. Il caso riguardava un immobile acquistato da terzi, estranei al reato, ma confiscato in un procedimento per associazione mafiosa. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di confisca allargata di beni intestati a un terzo, spetta all'accusa l'onere di provare sia l'interposizione fittizia, cioè che il terzo è solo un prestanome, sia la sproporzione patrimoniale del condannato. La presunzione di illecita provenienza non si estende automaticamente al terzo intestatario.
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Confisca allargata: sequestro per sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La decisione conferma che, per la validità del sequestro, è sufficiente accertare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, unita alla mancata giustificazione della loro lecita provenienza. Una dichiarazione dei redditi, prodotta dopo il sequestro e attestante un improvviso aumento delle entrate, è stata ritenuta inidonea a fornire tale prova se non supportata da altri riscontri oggettivi.
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Ricettazione Compro Oro: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del titolare di un'attività di 'Compro Oro' condannato per ricettazione. La Corte ha confermato la condanna, ritenendo che l'esercizio abusivo dell'attività, unito ad altri indizi come incontri clandestini e prezzo vile, dimostrasse la consapevolezza della provenienza delittuosa dei gioielli, rendendo il caso un chiaro esempio di ricettazione compro oro.
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Confisca allargata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La ricorrente non è riuscita a fornire una prova credibile sull'origine lecita di una cospicua somma di denaro, sostenendo che fosse un lascito ereditario. La Corte ha stabilito che le censure basate su una diversa valutazione dei fatti e i motivi di ricorso presentati per la prima volta in sede di legittimità sono inammissibili.
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Confisca allargata e onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel contesto della confisca allargata, spetta al terzo che rivendica la proprietà di un bene dimostrarne la provenienza lecita. Il caso riguardava alcuni orologi di lusso, confiscati a un soggetto condannato, la cui moglie ne reclamava la proprietà sostenendo fossero donazioni. La Corte ha ritenuto insufficienti tali prove, confermando che l'onere della prova incombe sul terzo interessato alla restituzione e non sull'accusa.
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Confisca allargata: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La sentenza ribadisce che, in presenza di una sproporzione tra beni posseduti e redditi dichiarati, spetta all'interessato l'onere di allegare elementi specifici sulla legittima provenienza dei beni. Non sono sufficienti contestazioni generiche, neanche riguardo al principio di ragionevolezza temporale tra l'acquisto dei beni e la commissione del reato.
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Sequestro preventivo terzo: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro preventivo di un'autovettura di lusso. La società, in qualità di acquirente e terzo estraneo ai fatti, non è riuscita a dimostrare la propria buona fede. Secondo la Corte, in un sequestro preventivo, il terzo ha l'onere di provare non solo la titolarità formale del bene, ma anche la totale estraneità al contesto criminale e l'assenza di negligenza, specialmente in presenza di transazioni economiche opache e anomale.
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Revoca confisca: quando non è ammessa per fatti noti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca della confisca dei suoi immobili. La richiesta si basava sulla successiva assoluzione del padre, da cui secondo il ricorrente provenivano i fondi per l'acquisto. La Corte ha stabilito che la revoca confisca in sede esecutiva non è un rimedio esperibile dal condannato, poiché la misura è coperta da giudicato. Inoltre, l'origine dei fondi era un fatto già noto e deducibile nel processo originario, non una 'prova nuova' idonea a giustificare la riapertura del caso.
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